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domenica 18 agosto 2019

Politica martedì 24 aprile 2018 ore 13:49

Mazzeo era pronto a candidarsi a sindaco

Il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo

Il consigliere regionale Pd aveva dato la sua disponibilità, ma è tornato indietro dopo che Serfogli ha deciso di proseguire la sua strada



PISA — Antonio Mazzeo era pronto a candidarsi a sindaco di Pisa per il centro sinistra unito con l'appoggio anche di Paolo Fontanelli e Mdp. Il consigliere regionale ha reso noto quanto avvenuto nei giorni scorsi sul suo blog e la scelta, conseguente, di non andare oltre, rispetto al fatto che Andrea Serfogli, nel frattempo unico candidato alle primarie Pd, non ha accettato di fare il passo indietro richiesto.

"Come sapete bene in queste settimane  scrive Mazzeo - anche alla luce del risultato elettorale del 4 marzo, ho lavorato senza sosta affinché il 10 giugno potessimo presentarci agli elettori con una candidatura unitaria che fosse in grado di tenere insieme dalle liste civiche a Mdp e che fosse in grado di superare le perplessità che erano state poste sul nome di Andrea. Così non è stato, Serfogli ha legittimamente deciso di proseguire per la sua strada convinto che la sua candidatura possa essere vincente, e ora non posso che augurarmi (e augurargli) che intorno a lui si possa coalizzare il più ampio consenso possibile.

Ammetto che sono stato piacevolmente stupito quando da più parti, in questi giorni, mi è stata chiesta la disponibilità a candidarmi seppure quello fosse l'ultimo dei miei pensieri e non fosse una ipotesi che avevo mai preso in considerazione. So bene che avrebbe voluto dire più responsabilità, più oneri (oltre, certamente, all'onore di poter rappresentare la città che tanto mi ha dato), più sacrifici per la vita privata mia e di chi mi sta a fianco e certamente più "rogne" da gestire (perché, diciamocelo, governare una città è difficilissimo!), ma a tutti ho detto che se quella fosse stata la condizione per presentarci uniti e superare le fratture interne al PD e al centrosinistra allora non mi sarei tirato indietro.

Perché per me la politica è prima di tutto questo: senso di appartenenza, di militanza, di squadra, di collettivo. E spero davvero, per il bene che voglio a Pisa, che gli strappi che si sono consumati in queste settimane non abbiano conseguenze irreparabili che sarebbero, davvero, imperdonabili".

"Io mi limito - dice ancora Mazzeo - a fare un nuovo, accorato appello alle forze del centrosinistra pisano affinché venga fatto un estremo tentativo di presentarsi insieme di fronte agli elettoriil 10 giugno e, eventualmente, nel ballottaggio del 24. Allo stesso modo chiedo al mio partito e a Serfogli di mettere da subito in campo proposte innovative dal punto di vista programmatico e nel metodo di condivisione con cui affrontare sia la campagna elettorale sia il governo della città coinvolgendo sin da subito energie nuove e fresche di cui la città ha estremamente bisogno.


Non possiamo (e credo che nessuno di noi lo voglia) rischiare di consegnare la città al M5S o alla destra leghista. Chi vuole davvero bene a Pisa e al suo futuro non può non sentire addosso questa responsabilità.


Per questo stesso motivo chiedo, da adesso, uno sforzo collettivo soprattutto a quelli che nel mio partito chiedevano una soluzione differente. E' il tempo di guardare avanti e lavorare insieme ad Andrea Serfogli e alla coalizione che si costruirà intorno a lui impegnandoci su un programma serio, credibile e concreto, che parta dal dare risposte ai temi che con più forza ci sono stati sollevati dai cittadini in questi mesi: dalla sicurezza alla lotta al degrado, dal litorale al turismo, dal rapporto con le università all'attrazione di investimenti.

Un elemento essenziale in questa fase storica, e sono certo che Andrea per primo lo abbia nelle sue corde, sarà la capacita di andare ad ascoltare la rabbia delle persone e mettere la nostra faccia, la nostra storia e la nostra voce prima di tutto in quei contesti che da noi nel tempo si sono allontanati. Dovremo avere, come PD e centrosinistra, la capacità di lasciare quei mondi più protetti e rassicuranti (dove, ammettiamolo, ci siamo rifugiati ma che sono sempre più ridotti) e saper tornare a parlare con chi vive con più fatica e disagio la propria quotidianità".



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