Attualità Giovedì 24 Settembre 2026 ore 15:40
Medaglie d'oro agli internati nei lager

Consegnati i riconoscimenti concessi dal presidente della Repubblica a dieci cittadini italiani che rifiutarono di combattere per il nazifascismo
PISA — Sono state consegnate le medaglie d'oro concesse dal presidente della Repubblica ai cittadini che, durante la Seconda guerra mondiale, sono stati deportati e internati nei lager nazisti.
La cerimonia si è tenuta alla Prefettura di Pisa nell'ambito della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento, alla presenza del prefetto Maria Luisa d'Alessandro e dei familiari degli insigniti, oltre che delle associazioni combattentistiche e dell'Arma.
A ricevere le medaglie sono stati i familiari di sei cittadini della provincia di Pisa. Serafino Arrighi, nato a San Miniato, si arruolò come soldato e fu successivamente catturato dalle forze tedesche e internato a Danzica; Giovanni Baldelli, nato a Palaia in una famiglia di mezzadri, ha prestato servizio nella Guardia di Finanza a Firenze. e durante la guerra fu richiamato alle armi. Quindi, Paolo Bettini, che dal 1943 al 1945 rimase prigioniero sul fronte croato, per essere poi liberato dalle forze sovietiche.
E ancora, Aladino Cavallini, nato nel 1914, fu fatto prigioniero in Albania il 9 Settembre 1943, all’indomani dell’armistizio. Internato nel campo di concentramento di Itzehoe, in Germania, successivamente fu mandato a lavorare in una fabbrica di pneumatici dove rimase fino alla liberazione. Filiberto Ciulli, di Montopoli in val d’Arno, fu chiamato alle armi nel 1940 e destinato al fronte albanese-macedone. Nel 1943 fu catturato dalle forze tedesche in Montenegro e internato in due lager, dapprima in Serbia e poi in Bielorussia. Dario Consani, catturato a Mostar, fu successivamente deportato in Germania e destinato al lavoro coatto presso la Arado di Friburgo. Faustino Consoloni, palaiese, fu schierato sul fronte macedone e, dopo l’armistizio, venne catturato dai tedeschi e trasferito nel campo di prigionia di Sanbostel.
Michelangelo Ferrera, nato in provincia di Agrigento, partecipò alla campagna di Grecia e Albania, nel corso della quale venne catturato dalle forze tedesche e rimase internato in un campo di lavoro in Germania fino al 9 Settembre 1945. Giovanni Battista Iop, nato in Germania, partecipò alla Prima guerra mondiale, venne poi fatto prigioniero e transitò dal campo di Bad Sulza, in Germania, per poi essere trasferito in un campo di lavoro in Polonia. Infine, Armando Marchesi, finanziere, rifiutò di combattere con la Germania e fu fatto prigioniero e deportato al campo di concentramento di Neubrandenburg.
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