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Politica lunedì 28 ottobre 2019 ore 08:10

Rotatoria intitolata a Niccolai, cresce dissenso

Numerose prese di posizione da parte di forze politiche e della società civile contro l'intitolazione di una rotatoria all'esponente Msi



PISA — "In questi giorni si sono moltiplicati gli appelli e le prese di parola contro la decisione della Giunta Conti di intitolare una rotatoria a Giuseppe Niccolai. Il comunicato della Biblioteca Serantini, la lettera dell’Anpi, le parole dei familiari di Giuseppe De Felice, la posizione dell’Istituto storico della Resistenza di Lucca, le iniziative della Cgil, solo per fare alcuni esempi, sono tutti segnali di un tessuto sociale attento e sensibile, convinto che la città di Pisa non meriti una rotatoria con il nome di Giuseppe Niccolai. Anche molte forze politiche, tra cui il PD hanno preso una netta posizione contraria: PD che in occasione della presentazione di quella scellerata mozione consiliare del 2013 (approvata con 12 voti favorevoli, 13 tra astenuti e contrari e 16 assenti tra cui il sindaco Filippeschi) avrebbe dovuto manifestare ben altra attenzione."

"Non vogliamo che una rotatoria di Pisa sia intitolata a un personaggio come Niccolai, che nella sua vita si è distinto per la violenta propaganda e l’incitamento alla costruzione di una nuova dittatura fascista", scrivono associazione amici della Biblioteca Serantini, circolo culturale Serantini e la coalizione Diritti in Comune.

"Niccolai è stato prima un combattente nelle file dell'Italia fascista durante la seconda guerra e successivamente un politico di rilievo del Movimento Sociale Italiano, senza mai nascondere né rinnegare nulla del suo passato fascista, anzi, continuando anche all'interno delle istituzioni democratiche italiane a portare avanti posizioni contrarie ai valori della Costituzione e della Resistenza come la negazione del 25 aprile come giorno della Liberazione.

Ma una ulteriore vicenda legata a questo figuro dà uno schiaffo proprio alla città di Pisa: nel maggio 1972 Franco Serantini muore dopo essere stato arrestato dalla Polizia mentre si opponeva a un comizio proprio di Niccolai.

Come Potere al Popolo! Pisa non possiamo che esprimere tutto il nostro più profondo sconcerto per questi attacchi ai valori della Resistenza e della democrazia e continueremo a opporci a ogni tentativo di revisionismo storico e di sdoganamento del fascismo e dei personaggi che lo hanno rappresentato".

"In questi giorni il nome di Ciucci, che fu militante della Democrazia Cristiana, è tornato alla ribalta perché associato, insieme a quello del dirigente Pci Giuseppe De Felice, al nome di Giuseppe Niccolai, che fu un esponente del Msi, riguardo alle intitolazioni di alcune rotatorie. Carlo Ciucci, a differenza del politico missino, fu uomo sempre coerente con i valori ed i principi più alti sanciti dalla Costituzione, mentre Niccolai non aveva mai abbandonato idee fasciste, reazionarie e il sostegno alla pena di morte, antitetici con i valori democratici che animano la nostra Repubblica. Come Ciucci anche il comunista De Felice fu persona radicata nel solco costituzionale, saldamente ancorata ai principi della democrazia. Qui stanno le sostanziali differenze tra Ciucci-De Felice e Niccolai. L’adesione a quei valori di pluralismo democratico, che animavano schieramenti come la Dc e il Pci, sono il confine con il disvalori fascisti. Sebbene gli schieramenti fossero molto distanti tra loro perseguivano i loro ideali sullo stesso terreno, quello dei principi costituzionali. Ciucci e De Felice ne furono importanti interpreti, lo stesso non si può dire di Niccolai.
Auspico un ripensamento da parte della Giunta verso l’intitolazione a Niccolai, che faceva parte dei contenuti di una mozione approvata sei anni fa da un minoritario numero di consiglieri", dice il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni.

“La padana giunta di Pisa prosegue nel tentativo di prendere a schiaffi la storia e la Costituzione, intitolando una rotatoria a Giuseppe Niccolai, “fascista doc”, come lo ricordano i suoi ex camerati, fondatore del MSI, che propose il ripristino della pena di morte e l’estensione dei benefici pensionistici per coloro che avevano combattuto con il fascista Francisco Franco in Spagna e per i repubblichini di Salò.”
Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu sulla decisione dell’amministrazione comunale della città toscana, e sulle polemiche che si sono aperte.
“Leghisti e fratellini d’Italia continuano a lisciare il pelo ai neofascisti - prosegue il parlamentare di Leu - e a tentare di manomettere la storia antifascista della nostra democrazia. Fino a qualche tempo fa potevamo considerarli ridicoli nostalgici, oggi iniziano a essere pericolosi estremisti.”



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