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Attualità Giovedì 02 Luglio 2026 ore 12:05
Nidi, i sindacati, "L'ennesima beffa al personale"

Fp Cgil, Cub e Cobas denunciano tagli alle ore e caos organizzativo nei nidi comunali. Pronto lo stato di agitazione del personale.
PISA — Tagli alle ore di lavoro, cambi di programma all'ultimo momento e personale lasciato senza occupazione estiva dopo aver rinunciato ad altre opportunità. È la dura denuncia di Fp Cgil Pisa, Cub e Cobas, che intervengono sulla situazione del personale ausiliario e delle cuoche impiegate in appalto nei nidi comunali a gestione diretta, parlando di "ennesima beffa" ai danni delle lavoratrici e annunciando la possibilità di arrivare alla proclamazione dello stato di agitazione.
Secondo quanto ricostruito dalle organizzazioni sindacali, solo pochi mesi fa il Comune di Pisa aveva comunicato alle famiglie l'estensione del servizio dei nidi fino al 24 Luglio, spiegando che "Per quattro settimane aggiuntive, i servizi continueranno a funzionare regolarmente, senza limitazioni e con le stesse modalità educative e organizzative che caratterizzano l'intero anno scolastico". Contestualmente era stato avviato un sondaggio per verificare il numero dei bambini che avrebbero frequentato le strutture durante il periodo estivo. Ad Aprile erano arrivati i primi dati, con un'adesione definita elevata, mentre il Comune aveva ribadito che il servizio non avrebbe subito né tagli né modifiche rispetto al resto dell'anno scolastico.
Sulla base di queste indicazioni, spiegano i sindacati, la cooperativa incaricata dell'appalto aveva iniziato a organizzare il servizio, prevedendo la presenza di tre ausiliarie e una cuoca per ciascun nido. Per molte lavoratrici si apriva così la possibilità di evitare la consueta sospensione estiva del rapporto di lavoro. Il personale ausiliario e di cucina, infatti, nella maggior parte dei casi percepisce lo stipendio soltanto da Settembre a Giugno e durante l'estate è costretto a cercare occupazioni alternative. Per questo molte dipendenti avevano rinunciato ad altri lavori stagionali, dando la propria disponibilità a garantire la continuità del servizio. Nel comunicato i sindacati sottolineano inoltre che "il lavoro svolto dalle ausiliarie e dalle cuoche deve essere considerato al pari di quello svolto dalle educatrici! Come loro, si dedicano alle nostre bambine e ai nostri bambini con competenza e dedizione e il loro supporto è fondamentale!"
La situazione sarebbe però cambiata improvvisamente a metà Giugno. A pochi giorni dall'avvio dell'apertura straordinaria dei nidi, spiegano Fp Cgil, Cub e Cobas, "con un 'Ops, c'eravamo sbagliati', improvvisamente il numero di ore disponibile viene drasticamente ridotto, a causa di un calo irrisorio nei numeri delle adesioni confermate."
Secondo i sindacati questa decisione avrebbe trasformato "la lotteria" delle disponibilità in "una guerra tra poveri", con alcune lavoratrici che, "per spirito di solidarietà", avrebbero rinunciato al proprio posto per consentire alle colleghe con maggiori necessità economiche di lavorare senza riduzioni di orario, ritrovandosi però "con un pugno di mosche in mano e senza occupazione estiva". Le dipendenti rimaste in servizio, invece, avrebbero preso servizio "dall'oggi al domani senza turni e orari ben definiti, nel caos organizzativo più assoluto", mentre per chi aveva rifiutato altri impieghi stagionali "si prospetta un'estate calda e senza stipendio".
Nel documento le organizzazioni sindacali definiscono quanto accaduto "l'ennesima beffa a discapito delle lavoratrici ausiliarie e cuoche in appalto presso i nidi comunali a gestione diretta", accusando l'Amministrazione comunale di dimostrare "quanto poco interesse abbia a mantenere servizi educativi di qualità, quanto poco tenga alle famiglie e i loro bambini e bambine e soprattutto quanto poco si curi del personale che con fatica e professionalità porta avanti un servizio fondamentale per la formazione e l'educazione dei nostri bimbi".
I sindacati individuano due responsabilità precise. "Che sia chiaro, i carnefici in questa vicenda sono due: l'Amministrazione Comunale di Pisa e Aldia, la cooperativa che gestisce l'appalto, la quale non perde occasione per mostrarsi accondiscendente verso la committenza accettandone ogni richiesta, sperando forse di guadagnare consenso negli uffici anche in vista delle prossime gare. Ci verrebbe il dubbio che accettare condizioni capestro aiuti ad evitare penali e sanzioni per inadempienze da capitolato".
Il comunicato prosegue sostenendo che "non tutte le esigenze e le richieste del Comune sono accettabili, specie se a farne le spese sono lavoratrici e lavoratori con carichi di lavoro crescenti e il mancato rispetto di alcuni istituti contrattuali, nell'ottica (miope) di risparmiare su un servizio mal costruito fin dall'inizio." Le organizzazioni sindacali aggiungono inoltre che la stessa situazione potrebbe riproporsi anche negli asili a gestione indiretta, ricordando di aver già contestato il bando di gara, ritenuto "del tutto inadeguato a salvaguardare la qualità del servizio e le condizioni salariali e contrattuali di tutte le figure professionali interessate".
La parte finale del documento assume toni ancora più duri. "Adesso basta!", scrivono i sindacati. "Le lavoratrici e i lavoratori in appalto sono stanche/i di continuare a pagare il prezzo di una cattiva amministrazione! Ci hanno già rimesso più di due mensilità all'anno a causa della mancata armonizzazione dei contratti durante il precedente cambio d'appalto (perché le risorse stanziate dal Comune nella base d'asta non erano sufficienti). Nonostante gli scioperi, le mobilitazioni, le denunce, queste/i dipendenti continuano ad essere considerate/i come oggetti, schiave/i da poter gestire a uso e consumo di chi si vanta di andare incontro ai bisogni delle famiglie, non curandosi della qualità dei servizi offerti."
Infine Fp Cgil Pisa, Cub e Cobas ribadiscono il proprio sostegno ai lavoratori coinvolti e lanciano un appello alle famiglie: "Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CUB e COBAS di Pisa sono al fianco di tutte quelle lavoratrici e lavoratori che non accettano più la mancanza di rispetto per il proprio ruolo e per la propria persona! Non staremo zitti, e invitiamo le famiglie ad attivarsi al fianco del personale in appalto, che si riserva di intraprendere ogni iniziativa necessaria per far luce su questa situazione, a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione!"
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