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Attualità giovedì 23 novembre 2023 ore 19:00

Occupazione della Sapienza, "Gesto violento"

Il palazzo della Sapienza occupato

L'Università respinge le accuse: "La posizione dell'Ateneo sul conflitto è chiara, nessun rapporto con istituzioni militari israeliane"



PISA — L'occupazione del palazzo della Sapienza da parte di alcuni studenti come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese, in corso da un paio di giorni, ha ricevuto il commento della stessa Università di Pisa.

Che, con una nota, rimanda al mittente le accuse. "L’Università rileva con stupore le accuse di silente complicità con la tragedia in corso a Gaza e, in particolare, l’accusa di non essersi pronunciata per il cessate il fuoco - si legge - all’indomani dell’inizio del conflitto, l’Università ha espresso il proprio sgomento di fronte alla drammatica situazione determinata dagli attacchi terroristici operati da Hamas contro Israele, con migliaia di morti, inclusi civili e bambini, e dalla successiva risposta israeliana, auspicando l’interruzione dei bombardamenti, la messa in sicurezza dei civili israeliani e palestinesi".

Inoltre, l'Ateneo ha riportato anche le parole del rettore, professor Riccardo Zucchi, rilasciate a Il Foglio. "L’Università è una comunità fondata sulla fiducia nella ragione e nel valore della persona umana, che è il luogo dove la ragione si incarna e manifesta - ha spiegato - la guerra è la negazione di questi valori, tanto più se comporta, come nel caso attuale, la soppressione di persone umane innocenti, come i civili e addirittura i bambini, rapiti e sgozzati da Hamas, o uccisi sotto le bombe israeliane a Gaza. Niente può giustificare tutto questo".

"La prima cosa che deve fare l’Università non è schierarsi da una parte o dall’altra, ma chiedere di risparmiare altre vite, di cessare il fuoco e liberare gli ostaggi - ha aggiunto Zucchi - il resto, l’analisi delle cause e delle responsabilità, viene dopo. Non è una questione di equidistanza fra le parti, ma di priorità di valori".

Inoltre, l'Università ha rivendicato l'organizzazione di iniziative per discutere sul tema, come avvenuto con l'imam e il rabbino di Firenze, oppure la veglia per la pace in fase di organizzazione da parte del Centro Interdipartimentale Scienze per la Pace.

"Riguardo ai rapporti con istituzioni militari, l’Università di Pisa è uno dei pochi Atenei italiani ad aver reso disponibile l’elenco dei contratti e delle forme di collaborazione in atto con le Forze Armate e con aziende private che operano anche nel settore della difesa - prosegue la nota - l’importo totale dei contratti è molto limitato, nell’ordine dell’uno per mille del nostro bilancio. Non esiste peraltro alcun rapporto di questo tipo con istituzioni israeliane".

"Constatiamo con preoccupazione che l’occupazione della Sapienza costituisce un atto di oggettiva violenza, in quanto ha impedito l’ingresso di lavoratori universitari e sta comportando forti disagi per la didattica e le altre attività istituzionali - conclude la nota - auspichiamo che il pubblico servizio possa essere ripristinato nella sua integrità al più presto, nell’interesse della comunità studentesca e della città".


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