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Attualità Giovedì 12 Marzo 2026 ore 15:55

Seconda asta deserta per gli ex uffici Apes

Diritti in Comune chiede all'amministrazione comunale di "bloccare questa spirale, riutilizzando invece l'edificio per funzioni pubbliche"



PISA — Non è stata presentata alcuna offerta. Dopo la prima, anche la seconda gara, pubblicata lo scorso 20 Febbraio dal Comune di Pisa per la vendita dell’edificio ex Apes di via Fermi, è andata deserta. "Così il 'bando lampo' ha avuto lo stesso, prevedibile esito della volta precedente. Il prezzo a base d’asta era di 2 milioni di euro", ha detto, in una nota il gruppo di opposizione Diritti in Comune, proponendo di bloccare questo percorso.  

"Di fronte a questo doppio e analogo risultato, che cosa intende fare la Giunta Conti? Procedere subito a una terza gara, con i connessi e prevedibili meccanismi di “svendita” di questo importante pezzo del patrimonio pubblico?", si sono chiesti da Diritti in Comune, mettendo invece sul tavolo delle ipotesi un'altra via. Quella che potrebbe bloccare una spirale senza uscita e aprire un orizzonte diverso per l'immobile, riutilizzandolo magari per funzioni pubbliche.

"Parliamo, infatti - hanno aggiunto - di un intero palazzo nel centro di Pisa, a due passi da piazza dei Miracoli: un edificio comunale che fino a pochissimi anni fa ospitava numerosi uffici, ancora oggi potenzialmente utilizzabili, e che viene messo in vendita proprio mentre il Comune spende risorse per acquistare altri spazi. È il caso, ad esempio, dei nuovi uffici alla Sesta Porta dalla Patrimonio, società comunque interamente a partecipazione pubblica". 

Il Comune poi, secondo il gruppo d'opposizione, nei prossimi mesi il Comune avrà bisogno di nuovi spazi per uffici, "vista la decisione di gestire direttamente i servizi socio-assistenziali a seguito dell’uscita dalla Società della Salute. È fondamentale anche - hanno proseguito - evidenziare la posizione strategica dell’immobile di via Fermi, situato esattamente lungo la direttrice che collega la stazione ferroviaria alla Torre pendente: una collocazione che espone al rischio concreto di un riutilizzo a fini turistici o per la realizzazione di studentati privati, dopo un eventuale cambio di destinazione d’uso. L’impatto che questa operazione potrebbe avere non è da sottovalutare: si andrebbero ad aggravare ulteriormente i problemi di vivibilità di un quartiere già costellato di attività residenziali e ricettive, in cui sono in corso o previste altre importanti operazioni della stessa natura, come quelle relative all’area del Santa Chiara, agli edifici dell’ex Caserma Artale, dell’ex Dipartimento di Chimica, delle ex Stallette e all’operazione di recupero del Parco della Cittadella, la cui gestione è stata affidata a un soggetto privato". 


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