Cronaca Sabato 21 Marzo 2026 ore 07:27
"Paga e tuo figlio gioca", ma è una truffa. Indagato Lucchesi

Truffa su promesse calcistiche, indagine su Fabrizio Lucchesi. “Non sono coinvolto, sono vittima”. Fu dirigente e presidente del Pisa
PISA — C’è anche il nome di Fabrizio Lucchesi tra le persone coinvolte nell’inchiesta su una presunta truffa legata a promesse di accesso al calcio professionistico. L’ex dirigente, noto anche per il suo passato al Pisa Sporting Club, dove fu direttore sportivo e presidente, risulta indagato per ricettazione, mentre altri due soggetti sono accusati di aver chiesto denaro a una famiglia senza garantire quanto promesso.
Secondo quanto emerso, i fatti risalgono all’autunno del 2023. A un giovane calciatore e al padre sarebbe stata prospettata la possibilità di un inserimento prima alla Fermana e poi al Catania, a fronte del pagamento di oltre 30mila euro complessivi. Tuttavia, nessuna delle opportunità si sarebbe concretizzata.
Una parte delle somme, circa 15mila euro, sarebbe stata collegata a Lucchesi. Gli inquirenti stanno verificando se il dirigente fosse consapevole dell’origine del denaro. L’ex direttore sportivo ha però respinto ogni accusa, rivendicando la propria estraneità ai fatti.
"Non sono mai stato parte attiva nella vicenda, assolutamente – ha dichiarato Lucchesi, riporta Fanpage. – Piuttosto sono una vittima, non avevo la minima idea di cosa avessero fatto quelle due persone. Ai magistrati ho già chiarito la mia posizione senza alcun problema. Ho dato mandato ai miei legali di procedere legalmente, anche per diffamazione, nei confronti di chi dovesse riportare informazioni inesatte sulla mia posizione e sul mio conto", ha detto.
Lucchesi, nel corso della sua carriera, ha avuto anche un ruolo importante a Pisa, dove è stato direttore sportivo in due momenti distinti, prima durante la presidenza Battini e successivamente nella fase che ha portato al passaggio delle quote a Petroni, ricoprendo per un breve periodo anche il ruolo di presidente.
L’indagine è in corso e dovrà chiarire eventuali responsabilità, mentre resta la vicenda di una promessa sportiva mai realizzata e di una somma consistente di denaro che, secondo l’accusa, non avrebbe prodotto alcun risultato concreto.
Michele Bufalino
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