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Cronaca sabato 28 novembre 2020 ore 18:00

Covid, il racconto di una paziente ospedaliera

Il racconto di una signora di ottanta anni ricoverata nella struttura Covid di Santa Chiara:"Medici e infermieri encomiabili"



PISA — "A ottant’anni e con problemi respiratori, contagiata dal coronavirus, sono stata costretta a ricorrere all’ospedale: prima al pronto soccorso di Cisanello a Pisa, poi all’ospedale Covid del Santa Chiara".

Lo racconta in una lettera alla nostra redazione una signora residente nel pisano, che è stata ricoverata nel reparto Covid e che adesso è tornata nuovamente a casa:

"Soprattutto qui  si legge ancora nella lettera dove fa riferimento alla struttura Covid di Santa Chiara - ho avuto l’impressione che si fosse in ritardo nell’allestimento della struttura: la stanza che “inauguravo” era ancora umida, come lo erano le lenzuola nel letto, e mancavano coperte e cuscini. La stessa attrezzatura medica non rispondeva, per quanto capivo io, alle necessità del momento.

La seconda ondata del virus forse era più impetuosa di quanto ci si aspettasse, ma che sarebbe arrivata era scontato e, quindi, si sarebbe potuto provvedere con più largo anticipo…

Non si può insistere su questo, dato il comportamento imprevedibile di questo virus, di cui sfugge tuttora molto; voglio invece richiamare l’attenzione sul lavoro del personale impegnato a combatterlo in prima linea. Medici e infermieri, tanto al pronto soccorso di Cisanello, quanto all’ospedale di Santa Chiara sono stati veramente encomiabili. L’ho provato soprattutto in quest’ultima struttura, dove sono rimasta più a lungo e ho potuto sperimentare l’attenzione al malato anche sul piano psicologico, l’estrema disponibilità personale dei medici, impegnati, oltre che a contrastare il virus, a colmare, come meglio potevano, le deficienze dell’organizzazione: un contrasto piuttosto stridente tra impostazione del problema data altrove e la necessità di risolverlo nel momento in cui si presentava.

Quello che ho ricevuto dal personale sanitario in questa circostanza mi ha giovato non solo sul piano fisico – sono stata curata con attenzione e competenza -, ma anche dal punto di vista morale e mi ha riconciliato in qualche misura col sistema sanitario, di cui in passato ho avuto da lamentarmi. Vorrei che si sapesse quanto si spendano queste persone, costrette entro scomode mute e tuttavia sempre esposte…mi chiedevo ogni volta dove trovassero tanta forza e pensavo a quanto stridesse quello che vedevo lì, col difetto di organizzazione della medicina anti-covid riscontrato sul territorio: il tutto francamente indifendibile, pur considerando il carattere di emergenza della situazione.

Vorrei che si pensasse a questo e forse saremmo un poco più responsabili tutti: ognuno di noi nel quotidiano, ma soprattutto chi ha l’incarico di prevedere e provvedere, a livello politico e nell’ambito specifico delle salute pubblica.

Ai politici poi, a quelli impegnati, anche in questa circostanza, a tirare un po’ d’acqua al proprio mulino, vorrei dire che questo è il momento di avere un po’ di rispetto"



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