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Attualità lunedì 01 giugno 2020 ore 15:30

Pisa piange la scomparsa del professor Mosca

Il professor Franco Mosca

La città colpita dalla perdita di uno dei suoi cittadini più illustri, il medico chirurgo Franco Mosca. I commossi ricordi di politici e istituzioni



PISA — Politica e istituzioni ricordano oggi la grandezza di Franco Mosca, scomparso ieri all'età 78 anni, Professore Emerito di Chirurgia Generale dell’Università di Pisa e chirurgo di fama internazionale, capace di incidere profondamente e nel bene, grazie alla sua vulcanicità, anche nella vita cittadina degli ultimi decenni.

Di seguito alcuni ricordi che testimoniano quanto Franco Mosca abbia dato e fatto per Pisa, per la cultura e per la medicina a livello mondiale.

Paolo Fontantelli, ex sindaco di Pisa: "Sono profondamente colpito dalla scomparsa di Franco Mosca, con il quale ho avuto il piacere di condividere molti momenti di collaborazione, in particolare da Assessore regionale e Sindaco di Pisa. Anche durante il mio mandato parlamentare proseguirono i nostri contatti per confrontarci e misuraci su proposte e suggerimenti. Era un grande professionista della sanità, un uomo pieno di energie che metteva a disposizione del prossimo, anche e soprattutto nell'attività solidaristica che aveva intrapreso da anni. Era molto legato a Pisa, la città dove aveva studiato e dove si è sviluppata la brillante carriera. Esprimo il mio dolore alla famiglia".

Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna: "La Scuola Superiore Sant’Anna si unisce al dolore dei familiari, della comunità accademica e della città di Pisa, ricordando il valore di alcune parole chiave che hanno guidato l’azione di Franco Mosca. La competenza e il merito come solide basi della collegialità per la formazione universitaria, come nella tradizione della Scuola Superiore Sant'Anna. Ma ancora innovazione tecnologica e medicina che hanno portato Franco Mosca a spaziare nei suoi interessi e non soltanto in quelli scientifici, intuendo il valore dell'integrazione. Per Franco Mosca, questa capacità si è trasformata nella possibilità di migliorare e salvare la vita a numerosi pazienti, ad esempio intuendo tra i primi le potenzialità della robotica applicata alla chirurgia. La filantropia, che lo ha portato a essere uno dei primi a mobilitarsi per raccogliere fondi a sostegno dei giovani capaci e ad attuare iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della ricerca scientifica, come ha fatto con la Fondazione Arpa. La presenza di Franco Mosca alla Scuola Superiore Sant’Anna è stata costante. Per coordinare l’Associazione Ex-Allievi e per supportare tutte le iniziative a sostegno dei giovani, che fossero medici o giuristi o ingegneri. Nel 2017 e nel 2018, ha affrontato una nuova sfida, accettando l’incarico di direttore organizzativo del Festival Internazionale della robotica di Pisa. La nostra comunità ricorderà Franco Mosca, la sua figura di scienziato e di grande medico chirurgo sempre attento alle esigenze formative dei giovani di talento".

Giuliano Maffei, presidente della Fondazione Stella Maris: “Franco Mosca, carissimo amico di Stella Maris, dove ha svolto per molti anni la sua missione come consigliere di amministrazione, è rinato al cielo. Luminare della medicina e della chirurgia aveva una grande intelligenza ed un grande cuore che gli avevano fatto cogliere ed apprezzare il senso più profondo ed autentico del dono ricevuto di tanta sapienza e maestria medico-chirurgica grazie alla quale ha salvato molte vite umane. Per questa consapevolezza, con determinazione ed umiltà, ha saputo e voluto donare a tutti la speranza della Scienza e dell’Amore. Ciao Professore, ci mancherà il tuo sguardo luminoso e innovativo, ma ti ricorderemo sempre con affetto e con la preghiera nella certezza che da lassù potrai continuare ad amarci e a seguire le opere di bene che hai promosso e fatto crescere. Le nostre più sentite condoglianze alla moglie Giusi, alle figlie e a tutti i suoi familiari".

"La Direzione dell'Azienda USL Toscana nord ovest, anche a nome di tutti i suoi professionisti, esprime il suo cordoglio per la scomparsa del professor Franco Mosca e si stringe attorno alla famiglia del grande chirurgo, stimato ed apprezzato a livello internazionale, giustamente considerato un luminare ed un grande innovatore nel campo chirurgico, in particolare nei trapianti e nell’uso del robot in sala operatoria. La prematura scomparsa del professore lascia un grande vuoto nell'ambito dell'area vasta nord ovest e dell’intera Regione Toscana: una persona ed un professionista da non dimenticare, per la lucidità e la visione del suo impegno umano e professionale a servizio della sanità e della comunità".

Paolo Ghezzi, presidente Alap: "Franco Mosca faceva parte del Consiglio direttivo di ALAP. Da lungo tempo. E con la sua energia e la sua visione di insieme stava lavorando da tempo per un sodalizio sinergico con gli ex allievi della Scuola Sant’Anna e della Scuola Normale Superiore. Nel 2016, il consiglio di Alap gli aveva attribuito il Prestigioso Campano d’oro affiancandolo, per merito, ai grandi nomi della scienza, della cultura, della letteratura che lo avevano preceduto: Cassese, Tobino, Terzani, Rubbia, Ciampi, Amato, Toaf, Bodei. Un uomo che faceva sentire la propria presenza, sempre un passo avanti, mai banale, lucido nel suo mestiere ma capace di grande commozione davanti ai piccoli e grandi temi della vita. Con la sua scomparsa, ci lascia un vuoto enorme che la città e la nostra Associazione difficilmente potranno colmare. È stato un privilegio poter condividere parte del nostro cammino con il Prof. Mosca, Franco per tutti noi".

Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute: “Se ne va una delle menti più brillanti della medicina italiana per genialità e innovazione. Franco non mi ha mai perdonato la candidatura al consiglio regionale della Toscana nel 2000 dopo il mio impegno professionale come coordinatore dei trapianti nell’azienda ospedaliera di Pisa. Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di potermi riavvicinare a lui collaborando al successo del festival della robotica, una bellissima esperienza che porterò sempre con me insieme ai suoi insegnamenti. Mancherà tanto a tutti noi".

Stefano Ghilardi, presidente degli Amici di Pisa: "Gli Amici di Pisa piangono la scomparsa del prof. Franco Mosca, socio onorario della nostra Associazione. Per Pisa è una grave perdita, non solo nel campo scientifico, personaggio di fama internazionale, ma anche in particolare per l’Internet Festival e della Robotica. Presidente Fondazione Arpa molto attiva nel campo scientifico sanitario. Ho conosciuto il professore a San Miniato anche lui socio della Fondazione CRSM, sempre gentile e disponibile. Gli Amici di Pisa lo ricorderanno per il suo alto spessore professionale e umano. Siamo orgogliosi che sia stato anche uno dei nostri".

Antonio Guicciardini Salini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato: "Franco Mosca chirurgo di fama internazionale, Presidente della Fondazione Arpa e, dal 12/04/2019, Socio della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, seppur da breve tempo, aveva già portato all’attenzione della Fondazione un’importante proposta per sostenere il sociale e la sanità in questo periodo di emergenza; infatti, Fondazione CRSM e Fondazione Arpa hanno collaborato per il progetto RainboWiFi, installando il collegamento WiFi e fornendo tablet ai reparti Covid degli Ospedali “Cisanello” di Pisa e “Lotti” di Pontedera".

Andrea Pieroni, consigliere regionale ed ex presidente della Provincia di Pisa: "La morte del professor Franco Mosca mi coglie di sorpresa e mi rattrista profondamente. Grande chirurgo, ha contribuito in maniera determinante a fare di Pisa un punto di riferimento mondiale per i trapianti d’organo. Motivato, brillante, caparbio ed appassionato, di lui mi hanno sempre colpito la pervicacia che metteva nella sua attività medico-scientifico, così come la voglia di operare sul fronte della cultura e della solidarietà. Con la Fondazione Arpa ed il Festival della Robotica, dette vita a iniziative che hanno dato lustro a Pisa ed al suo territorio. Molte le occasioni in cui ci siamo trovati fianco e fianco, specialmente quando ero Presidente della Provincia. Ricordo la passione con cui mi parlava del suo progetto per il turismo dei trapiantati, rimasto incompiuto. Una grave perdita. Mi unisco al dolore della famiglia, della città, della comunità scientifica tutta e di coloro che hanno avuto il privilegio di poterlo avere come amico".

Marco Filippeschi, ex sindaco di Pisa: "Non sapevo che stesse tanto male. La scomparsa di Franco Mosca è un brutto colpo. Ho ripensato in queste ore a quanto intenso fosse diventato il nostro rapporto - per me prezioso - lungo i dieci anni del mandato. Lo avevo conosciuto prima, per una vicenda personale. Mi aveva indirizzato da lui Gino Nunes, che era suo amico di studi. La sua fama di chirurgo era grande, ma ho capito meglio chi fosse e quanto fosse importante, e quanto Pisa fosse fortunata ad essere la sua città d’adozione, quando lo ho avuto come interlocutore, da sindaco. Franco Mosca aveva grande cultura, curiosità per ogni innovazione e gusti raffinati, per l’arte, per tutto. Apparteneva ad una generazione con un certo concetto di classe dirigente: come élite colta e a disposizione, con suoi diritti di status e leadership e suoi doveri per la collettività. E faceva sentire con orgoglio lo stampo da allievo della Scuola Sant’Anna. Come chirurgo, figlio di una grande scuola pisana, aveva raggiunto i traguardi e i riconoscimenti più importanti, anche a livello internazionale. L’Ospedale e l’Università di Pisa, la Toscana, devono soprattutto alla sua creatività e alla sua tenacia, alle sue capacità manageriali, la realizzazione del centro-trapianti e dei suoi primati nazionali. Altissima specializzazione che ha ridato vita e speranza a tante persone, venute a Pisa da ogni parte del paese. Un percorso che ha formato giovani medici e equipe multidisciplinari di alto livello, coinvolgendo e valorizzando un’intera struttura ospedaliera e il sistema sanitario pubblico regionale. Un patrimonio grande e irrinunciabile. Come da non perdere è la traccia che Mosca ha segnato per l’avvento della chirurgia robotica. Il professore sapeva essere severo e deciso, ma più di una volta l’ho visto commuoversi, nel ricordare una persona, nel ricevere un riconoscimento: come se l’autorevolezza e l’esperienza avessero sempre un punto critico dove passione, affetto e spiritualità prevalevano. Avevamo condiviso l’idea del Festival Internazionale della Robotica, che solo lui poteva realizzare. Con Paolo Dario, pensò e avviò un’avventura notevole, un unicum europeo di altissimo livello e straordinaria visibilità, che ha dato consapevolezza di una missione nuova per la nostra città. Avrebbe meritato ancora sostegno e riconoscenza. Ma Franco, forte combattente, era rispettoso delle istituzioni e dava l’importanza dovuta alle forme. Teneva al riscatto dei nostri valori storici e al futuro delle nostre vocazioni, al superamento dei provincialismi e su ciò ti misurava: sapeva riconoscere le fatiche degli altri, dava attenzione alla persona. Mi si stringe il cuore nel ricordo di quando si appassionò al tentativo di recuperare la Stazione Marconi di Coltano e mi portò a casa del suo caro amico Andrea Bocelli per registrare una trasmissione di promozione per la Rai. È un esempio della sua generosità, sempre molto concreta. Pisa, grazie a lui, alla sua visione, alle sue relazioni, al respiro delle sue iniziative, anche a quelle della sua Fondazione, ha raggiunto livelli che ora sarà difficile mantenere. Troppo presto ci ha lasciati. Altri anni preziosi per la sua famiglia e per la nostra comunità avrebbe potuto dare e di sicuro avrebbe dato con tutte le sue forze. C’è da essere contenti e riconoscenti per quello che Franco Mosca ha saputo fare e donare, mentre sentiamo un grande dolore per questa perdita. E anche un po’ di smarrimento. Quello che ci ha dato indica già cosa lui vuole da noi, dove si potrà continuare il suo impegno volto con coraggio al futuro e come far valere nel tempo il suo grande esempio. Con Marzia, Chiara e Marta mi stringo ai suoi familiari e sono vicino ai suoi amici e ai suoi colleghi più cari".



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