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Lavoro giovedì 04 febbraio 2021 ore 18:30

Municipale, anche Cub contro l'ordine di servizio

Il sindacato attacca l'amministrazione per quanto disposto dal comandante. Ma ricorda anche che gli agenti sono lavoratori al servizio dei cittadini



PISA — Presa di posizione del sindacato Cub Pubblico impiego per l'ordine di servizio diramato il 4 Gennaio dal comandante della Polizia Municipale, Alberto Messerini, con il quale "redarguisce gli agenti rei di essere troppo tolleranti con venditori abusivi e clochards" e disponel'impiego dell'unità cinofila per contrastare i parcheggiatori abusivi.

L'ordine, riferisce il sindacato, sarebbe scaturito da alcune problematiche emerse in zona centro storico. "Se tali problematiche emergono da alcune segnalazioni - domandano a questo punto -, è possibile sapere da chi? Forse da cittadini? O dalle associazioni dei commercianti? O sono frutto delle continue pressioni politiche, di maggioranza ed opposizione, sull'operato della Polizia locale?"

"La Polizia Locale - sottolineano da Cub Pi - non assume né atteggiamenti di “generica tolleranza”, né atteggiamenti di “bieca repressione”: essa agisce nell’interesse generale, nel rispetto delle istituzioni, delle leggi, contribuendo a garantire la sicurezza pubblica e per servire la cittadinanza in modo equo e imparziale. Le dichiarazioni di alcuni politici - il riferimento è al consigliere Francesco Auletta, che ha reso pubblico l'ordine di servizio, ndr - non solo gettano discredito sul corpo ma su ogni lavoratore della Polizia Locale: ogni operatore è prima di tutto un lavoratore che cerca quotidianamente di operare con dignità e serietà".

Ma il sindacato se la prende anche con l'amministrazione comunale e con gli ordini diramati dal comandante Messerini. "L’ordine di servizio sembra quasi una paternale - scrivono in proposito -, un rimprovero con toni da “pater familias”, forse poco attento alla realtà in cui si muovono gli agenti Pm". 

"Forse - sottolineano - il Comandante dimentica che la maggior parte dei soggetti gravitanti in centro storico e forieri di “degrado” sono senza fissa dimora (ma non di conseguenza criminali) e che vi è numero altissimo di cittadini extracomunitari: ciò comporta che per un singolo verbale amministrativo, una pattuglia possa aver bisogno di un intero turno, viste le lungaggini imposte dall’accompagnamento in Questura per l’identificazione di cittadini stranieri.
E una volta identificati? La sanzione pecuniaria. Siamo sicuri che nel 2021 sia efficace contro persone che non possiedono beni mobili e immobili o, in ogni caso, patrimoniali?" 

"Forse - osservano ancora da Cub Pubblico Impiego - le leggi sul degrado urbano stanno palesando tutti i limiti e le contraddizioni di norme pensate per dare una immagine e non una sostanza al rispetto della legge. E la sicurezza urbana nasce dalla fuorviante nozione di degrado e dai pacchetti di sicurezza pensati solo come norme contro gli ultimi, i senza fissa dimora, non portando alcun contributo di reale sicurezza alla società. Non volendo dilungarci questioni normative, ci sembra sempre più evidente che si voglia sciorinare alla stampa locale numeri di denunciati e di sanzioni trasformando sovente problematiche sociali in questioni di ordine pubblico. Resta poi il fatto che quando la problematica sfocia in comportamenti punibili penalmente, si debba far ricorso quantomeno a una pattuglia di supporto, meglio ancora se di pronto intervento e dotata di cella di sicurezza. Ma i numeri sono risicati: il pronto intervento funge anche da “squadra incidenti” e in molte occasioni è impegnata per la rilevazione di questi ultimi, e spesso parliamo di veri propri interventi di polizia giudiziaria (vedi incidenti con feriti). Ma allora su chi possono contare gli agenti della Pm? Rimane un mistero. Senza parlare del fatto che il pronto intervento deve anche vigilare sulle piazze: e quanti operatori ha il pronto intervento? Non è dato saperlo ma le unità sono veramente poche, in molti turni si può contare su una sola pattuglia di pronto intervento, per una città in cui gravitano oltre centomila tra residenti e pendolari. Grave carenza. Inoltre, le piazze devono essere presidiate da questo nucleo, dal nucleo di sicurezza urbana e dal nucleo cinofili: ma non sarà un po’ troppo il personale impiegato e quindi indisponibile per altri servizi? Altro tasto dolente: l’impiego proprio dell’unità cinofila. Il nucleo consta di ben tre unità addestrate nella ricerca di stupefacenti. E allora perché proprio i parcheggi? E poi i numeri del corpo: 130 operatori nel 2021. Attendiamo fiduciosi il nuovo concorso, ma nel frattempo perché non impiegare le unità di questo nucleo specializzato nella loro attività preminente, ovvero la ricerca di droga?"

"Siamo fiduciosi inoltre sull’operato degli operatori - concludono dal sindacato -: la repressione che richiama “tempi bui”, non fa parte del nostro sistema democratico e ancora di più del Corpo di polizia municipale, troppo spesso bersagliato per fini politici. Da parte nostra siamo certi che gli agenti di Polizia locale non cederanno a logiche di maggioranze politiche, con buona pace di quanti sferrano attacchi o attestati di formale solidarietà per guadagnare le pagine dei giornali".

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