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Politica venerdì 19 agosto 2022 ore 10:00

"Precariato a scuola, mortificati i lavoratori"

Una Città in Comune denuncia la situazione delle scuole, soprattutto della Provincia e di Pisa: "Contratti a tempo per il 60% dei docenti di sostegno"



PISA — A Pisa mancano docenti e insegnanti di sostegno. Lo denuncia Ciccio Auletta, capogruppo di Una Città in Comune, che punta il dito contro i tagli sull'istruzione e il precariato della scuola.

"Nei suoi discorsi pubblici il ministro Patrizio Bianchi, come quelli precedenti, ha sempre raccontato con entusiasmo la favola di progetti per rendere la scuola un luogo capace di accrescere il benessere degli studenti e le loro competenze - i fatti, però, dimostrano tutt'altra realtà, che possono sperimentare direttamente anche studentesse e studenti di Pisa e Provincia".

"Il nuovo anno scolastico sta per iniziare e si ritroveranno davanti a un problema con cui si confrontano ormai da anni: la carenza di docenti di ruolo - ha spiegato - tra scuola secondaria di primo e secondo grado, la media degli insegnanti con contratto a tempo determinato nell'area pisana sarà del 40%, con punte del 60% per quelli di sostegno. Con buona pace della continuità didattica, fondamentale per garantire la buona formazione".

"All'Ipsar Matteotti, addirittura, è a rischio la possibilità di soddisfare le richieste di molti studenti che si sono iscritti nei mesi estivi, a causa di un organico insufficiente", ha aggiunto.

"Si continua a mortificare lavoratrici e lavoratori della scuola con attacchi alla loro professionalità e con politiche economiche che li mantengono in uno stato di precarietà o non adeguano le loro retribuzioni alla quantità di lavoro svolto e al costo della vita che continua a crescere - ha continuato - questo discorso non vale solo per i docenti ma anche per il personale Ata, sotto organico, anch'esso in molti casi con occupazione non stabile".

"Rimane poi il problema delle classi troppo numerose, ma Bianchi ha dichiarato che non è opportuno ridurre la quantità di studenti per classe, perché questo li metterebbe a disagio - ha concluso - a ciò si aggiunge la cronica mancanza di spazi, che la pandemia ha aggravato".


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