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Attualità domenica 26 giugno 2022 ore 15:54

La riabilitazione tra giochi e realtà virtuale

Il progetto di ricerca Telos entra nella fase di sperimentazione clinica. Giochi e visori per aiutare i bambini con paralisi cerebrale



PISA — La realtà virtuale a supporto della riabilitazione di bambini con paralisi cerebrale. Il progetto di ricerca Telos entra nella fase di sperimentazione clinica. 

Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Bando ricerca salute 2018 e vede coinvolti la Scuola Superiore Sant’Anna, Cnr, l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, l’Asl Toscana nord ovest e l’Istituto Irccs De Bellis di Castellana Grotte.In Aoup la sperimentazione sarà avviata nella sezione dipartimentale di riabilitazione neurocognitiva dell’età evolutiva del Dipartimento materno-infantile. Nell’Asl Toscana nord ovest la sperimentazione è avviata invece nel reparto di Medicina riabilitativa dell’ospedale Versilia.

"Gli esercizi riabilitativi - spiega l'Aoup in una nota- indirizzati a promuovere il miglioramento delle capacità manuali e dell’equilibrio, verranno svolti in forma di videogioco (i cosiddetti serious games) ed eseguiti in realtà virtuale immersiva, con tecnologie sviluppate dai laboratori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Istituto di Intelligenza meccanica), coordinatrice del progetto. L’immersione virtuale consentirà ai bambini di partecipare ad un’esperienza di gioco multisensoriale, ove agli stimoli visivi e uditivi percepiti a 360 gradi si aggiungeranno anche stimoli tattili percepiti attraverso attuatori indossabili. In questo modo, sarà possibile percepire anche il contatto tattile con gli oggetti virtuali obiettivo delle azioni di presa e manipolazione. L’ambiente virtuale, l’aspetto ludico, la variabilità degli esercizi, la progressione per tappe successive di upgrading gestita dal terapista, sono tutti elementi fortemente coinvolgenti, motivanti e gratificanti e, come tali, capaci di promuovere e sostenere l’apprendimento motorio. L’ambiente virtuale, inoltre, consente di misurare oggettivamente, tramite il rilevamento di nuovi indici cinematici e tecnologie avanzate di analisi dati - sviluppate nel progetto dall’Istituto di Fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) - le prestazioni dei bambini nelle azioni richieste e, di conseguenza, di monitorarne fedelmente i progressi nel corso della terapia. Elemento da non sottovalutare, alla luce della situazione pandemica, è infine la prospettiva di proporre questo tipo di assetto riabilitativo anche a domicilio del paziente, in uno scenario di monitoraggio, controllo e supervisione anche da remoto (telemedicina)".


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