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Attualità venerdì 17 luglio 2020 ore 09:28

"Restiamo liberi", in trecento sul litorale

La manifestazione di ieri sera ( foto facebook )

Successo di partecipazione per la manifestazione andata in scena ieri sera a Marina:"Si rischia una deriva liberticida"



PISA — Trecento persone hanno partecipato ieri sera a Marina di Pisa alla manifestazione "Restiamo liberi", un movimento di opinione su scala nazionale che si batte contro la proposta di legge, il cui primo firmatario è il deputato Zan, sulla omotransfobia.

I manifestanti, in silenzio, con un bavaglio sulla bocca e un libro in mano, rivendicano il diritto alla libertà di espressione. La legge in discussione, che vuole istituire il reato di omotransfobia, è giudicata infatti "Liberticida".

"E' un testo che - ha spiegato Donatella Isca, del dipartimento provinciale di Pisa “Pari Opportunità , Famiglia e valori non negoziabili” di Fratelli d’Italia, che ha condiviso e sostenuto l'iniziativa portata avanti dal Movimento, che su scala nazionale ha già manifestato in oltre cento piazze d'Italia - che, per il suo furore ideologico apre la strada a derive liberticide, impedendo la libertà di espressione e di opinione e diventando una legge bavaglio“. 

"Non serve - hanno spiegato gli organizzatori - l’introduzione di nuove fattispecie di reato, la legislazione vigente garantisce il diritto a non essere discriminati e il nostro ordinamento giuridico punisce, giustamente, le condotte discriminatorie basate sull'orientamento sessuale. 

Piuttosto è questa proposta che rischia di introdurre nuove forme discriminatorie nel suo tentativo esasperato di tutelare ideologicamente il mondo LGBT o una parte di esso.
Le intenzioni di rafforzare le tutele per gay e trans rappresentano una discriminazione rispetto ad altri soggetti individuali, secondo le normative europee, come 'vulnerabili', ovvero categorie o gruppi sociali a rischio di discriminazione come gli anziani, i diversamente abili e le minoranze religiose. Di fatto la proposta Zan è pericolosa e, se diventasse legge potrebbe essere utilizzata come arma di repressione di ogni forma di dissenso, introducendo una nuova fattispecie di reato, quello di 'omofobia' che non riceve una definizione legislativa precisa, lasciando così ampi spazi interpretativi e discrezionali alla magistratura".

Alla manifestazione hanno partecipato alcuni esponenti politici locali e molti cittadini comuni.


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