Cronaca Lunedì 18 Maggio 2026 ore 07:43
Sant’Anna, attentato con ordigni nel cantiere

Sei ordigni incendiari piazzati nel cantiere del nuovo Parco Scientifico-Tecnologico. Nessun danno, lavori mai fermati. Indagini in corso della Digos
PISA — Sei ordigni incendiari piazzati nel cantiere del nuovo Parco Scientifico-Tecnologico della Scuola Sant’Anna, a San Giuliano Terme. L’episodio, secondo quanto emerso, risalirebbe alla notte tra il 7 e l’8 Aprile scorsi, quando un commando si sarebbe introdotto nell’area dove è in corso la costruzione del futuro polo dedicato alla ricerca scientifica internazionale.
L’azione è stata rivendicata attraverso un comunicato diffuso su canali d’area anarchica, in particolare su "Rivoluzione Anarchica". Nel testo, gli autori hanno collegato il gesto all’attività di studio e sviluppo tecnologico dell’università. “Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio”, si legge nella rivendicazione. Gli attentatori hanno spiegato di aver posizionato sei dispositivi incendiari con l’obiettivo di bloccare i lavori del cantiere.
Secondo la nota, quattro ordigni sarebbero stati collocati sui mezzi pesanti e due sulle centraline di due gru presenti nell’area. Gli autori hanno aggiunto: “La notte tra il 7 e l’8 Aprile sei ordigni incendiari sono stati posizionati su 4 mezzi pesanti e sulle centraline di due gru all’interno del cantiere per la costruzione di un tecno-polo dell’istituto di studi superiori Sant’Anna”.

Nella rivendicazione viene citato anche Alfredo Cospito, militante anarchico insurrezionalista condannato al regime del 41 bis. “Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i prigionieri della guerra sociale”, è il messaggio conclusivo del comunicato.
La Scuola Sant’Anna ha fatto sapere che l’incendio non ha avuto conseguenze effettive sulla struttura del cantiere. Non si sarebbero registrati danni concreti agli strumenti tecnologici e i lavori non si sarebbero mai fermati, proseguendo secondo il cronoprogramma previsto.
Sull’episodio sono in corso accertamenti affidati anche alla Scientifica per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e verificare l’origine delle fiamme. L’attenzione degli investigatori resta concentrata sulla rivendicazione e sulla possibilità di individuare i responsabili dell’azione.
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