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martedì 23 luglio 2019

Politica lunedì 21 gennaio 2019 ore 10:10

Scuola Agazzi, "Siamo increduli"

La segreteria dell’Unione Comunale Pd prende posizione in merito alla decisione del Comune di chiudere una sezione dell’asilo ai Passi



PISA — “Si può decidere di far tutto, ma non certo con queste modalità che ci lasciano a dir poco increduli”. Così prende posizione la segreteria dell’Unione Comunale Partito Democratico Pisa in merito alla decisione dell’amministrazione comunale leghista di chiudere una sezione della scuola dell’infanzia comunale Agazzi destinata a bambine e bambini di 3 anni.

Lo scorso giovedì si è tenuta a I Passi un’assemblea pubblica alla quale si sono riuniti cittadini, sindacati e associazioni e che ha portato alla costituzione del Comitato per la salvaguardia della scuola Agazzi. Assemblea a cui hanno preso parte anche esponenti del Pd e altre forze di opposizione, mentre l’assessore alle politiche scolastiche, Rosanna Cardia, non si è presentata pur essendo stata invitata dagli organizzatori.

“Siamo increduli di fronte a questa decisione presa dalla giunta Conti – hanno aggiunto dalla segreteria Pd –, increduli per la modalità e i tempi ridottissimi di intraprendere una così pesante linea, da un giorno all’altro, senza comunicati, dialogo con famiglie e insegnanti, senza essere passati nemmeno in una commissione consiliare. Su una scelta del genere, che vale le future politiche educative zero-sei, non si può non condividere alcun progetto”.

Durante un question time, l’assessore Cardia ha in sostanza motivato la scelta di sopprimere la sezione dicendo che l’istituto comprensivo non ha abbastanza alunni e manca il personale. “Queste due problematiche che esistono – hanno chiosato dalla segreteria Pd –, non si risolvono certo né chiudendo la scuola dell’infanzia più all’avanguardia e che riceve più consensi, né perpetrando trasferimenti a casaccio di insegnanti o negando rientri. Non si può danneggiare così i servizi educativi – hanno concluso i democratici –, occorre compiere una completa revisione dell’intero piano occupazionale comunale”.



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