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Politica Sabato 14 Febbraio 2026 ore 10:30
Scuola, presidio contro la militarizzazione

In Piazza Vittorio Emanuele II USB e Potere al Popolo, tra gli altri, alla manifestazione contro la “militarizzazione” di istituti e delle università
PISA — Anche a Pisa si è svolta ieri la mobilitazione promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. In Piazza Vittorio Emanuele II hanno partecipato realtà sindacali e politiche, tra cui USB Scuola e Potere al Popolo, che hanno rilanciato la loro critica verso quella che definiscono una “deriva repressiva” negli istituti.
USB Scuola ha diffuso un comunicato spiegando di essere scesa in piazza “contro la deriva repressiva e liberticida nelle scuole”. Nel testo si legge che la giornata è stata “un’occasione importante per rispondere ai casi di repressione gravi che stanno bersagliando le scuole e, se uniti, descrivono un disegno repressivo del Governo Meloni e del Ministro Valditara”. Il sindacato ha richiamato tra i temi contestati “le innumerevoli assemblee sulla Palestina negate, i metal-detector, le disposizioni del Ddl Romeo contro l’antisionismo, la schedatura dei professori da parte delle organizzazioni giovanili di riferimento della Meloni”.
Secondo USB “É in atto infatti una vera e propria vendetta contro il movimento del ‘Blocchiamo tutto’ che aveva paralizzato il paese a settembre e ottobre, coinvolgendo in massa anche le scuole come non si vedeva da anni”. Nel documento si afferma inoltre che “Basta repressione contro le scuole! Senza conflitto non c’è democrazia. Organizzarsi è un diritto e un dovere contro i problemi della scuola e per le cause giuste come quella per la Palestina. Il 13 lo ribadiremo nelle piazze, come studenti e lavoratori uniti”.
Sulla stessa linea anche Potere al Popolo Pisa, che ha parlato di un presidio “contro la militarizzazione delle scuole”. Nel comunicato si legge che “Il governo Meloni utilizza sempre di più la scuola come volano per la propaganda bellicista, promuovendo attività in combinato con le forze armate”. Il movimento ha richiamato anche “diversi episodi di intolleranza verso iniziative di solidarietà e dibattito contro il genocidio Palestinese, emblematico quanto è successo a Pisa e in provincia, con insegnanti presi di mira per aver promosso un webinar con Francesca Albanese”.
Il gruppo cita anche il caso di “azione studentesca” che avrebbe distribuito “un questionario volto a chiedere agli studenti di denunciare docenti di sinistra all'interno degli istituti scolastici”. Secondo Potere al Popolo “È chiaro che questo si inserisce all'interno del binomio repressione interna/guerra esterna, si criminalizza chi denuncia lo svuotamento di autonomia della scuola e dell'università, e lo spostamento di fondi pubblici dai servizi e dell'istruzione verso la riconversione bellica”.
Potere al Popolo ha annunciato anche una “manifestazione nazionale a Roma il 14 marzo” contro il governo Meloni e “per il no sociale al referendum giustizia”.
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