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Attualità martedì 01 marzo 2016 ore 12:23

Selve costiere Toscana verso approvazione Unesco

Non più Selva pisana ma un territorio più ampio che comprende tre province e copre per intero il territorio del Parco di San Rossore



PISA —

Il percorso intrapreso nell’ultimo anno e mezzo dall’Ente Parco insieme alle amministrazioni comunali coinvolte ha dato i suoi frutti: il Ministero dell’ambiente ha infatti comunicato che la candidatura delle “Selve costiere di Toscana” ha positivamente superato il penultimo passaggio prima della conclusione dell’iter, subordinando la definitiva ammissione ad alcune integrazioni e chiarimenti che il Parco ha inviato nei giorni scorsi. Se tutto procederà come previsto, il 19 marzo a Lima in Perù l’Unesco sancirà la nascita di una nuova importantissima Riserva della Biosfera toscana, una delle sole dieci esistenti in Italia.

Il progetto sviluppato dall’Ente Parco come capofila ha inteso superare i confini della precedente Riserva “Selva pisana” riconosciuta dall’Unesco nell’ambito del programma “Man and Biosphere” (Uomo e Biosfera), fino a quest’anno quasi del tutto coincidente con i confini del Parco, per proiettarsi su un territorio più ampio che comprenderà parte delle province di Pisa, Lucca e Livorno.
Il lavoro svolto tra il 2014 e il 2015 dall’Ente Parco, dopo una serrata “negoziazione” con gli uffici italiani e dopo la presentazione di una prima proposta, si era concluso nello scorso ottobre con la consegna di una nuova e corposa candidatura. Nel fascicolo inviato all’Unesco era contenuta l’intesa, anche politica tra l’Ente Parco, e le amministrazioni comunali il cui territorio era già incluso dal 2004 nel perimetro della riserva “Selva pisana” (Pisa, Viareggio, Vecchiano, San Giuliano e Massarosa), le new entry della proposta del 2014, ossia Calci e Collesalvetti, e quelle del 2015, Lucca e Capannori. Importante anche l’appoggio alla candidatura espresso formalmente dalla Scuola Superiore Sant’Anna, dal Centro di ricerche agro-ambientali “Enrico Avanzi” e dal Museo di Storia naturale di Calci, oltre che da molte associazioni ambientaliste e culturali, istituti privati e persino imprenditori.


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