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Politica venerdì 21 maggio 2021 ore 13:15

"Silenzio da un anno sulla bocciatura del Tar"

vettovaglie

A segnalare la sentenza su due articoli del Regolamento per le attività economiche sono i consiglieri di opposizione Picchi, Amore e Auletta



PISA — "Al Comune di Pisa accade spesso che si annuncino provvedimenti senza poi produrre gli atti conseguenti, oppure, al contrario, si producano atti non corretti che rimangono in vigore nonostante le sentenze del tribunale.L'ultimo caso è quello del nuovo Regolamento per le attività economiche del settore alimentare in alcune aree del centro storico, approvato dalla maggioranza nel Luglio del 2019 e impugnato di fronte al Tar da molti esercenti". Questo quanto segnalano i consiglieri comunali di opposizione Olivia Picchi (Partito Democratico), Ciccio Auletta (Diritti in comune) e Gabriele Amore (Movimento 5 stelle).

"Un regolamento dannoso e lesivo degli interessi economici della città e discriminatorio - sottolineano -, adottato solo per evidenziare una lotta solo ideologica alla movida e nascondere così le inefficienze e le incapacità di un'azione della giunta Conti debole che scarica sui locali le colpe delle proprie mancanze. Il Tar infatti nella sentenza 350 del Marzo del 2020 ha accolto le richieste dei ricorrenti su due articoli: 9.2 e 12.3. Il primo riguarda gli orari applicati e la differenziazione fra interno e dehors, il secondo inerente l'obbligo di produrre specifiche documentazioni per le emissioni sonore. Entrambi gli articoli sono stati giudicati dal Tar illegittimi, irrazionali e discriminatori. Da Marzo 2020 ad oggi è calato il silenzio".

"Nelle scorse settimane a seguito di un debito fuori bilancio determinato da una sentenza del Tribunale che condannava il Comune di Pisa al pagamento delle spese nei confronti di un esercente proprio per queste disposizioni contenute ancora nel Regolamento nonostante la sentenza del Tar abbiamo depositato una richiesta di chiarimenti alla Avvocatura civica.
La risposta ci viene data tramite una nota dell'avvocato Toscano, incaricato a suo tempo dal Comune di seguire la causa. Dalla nota di Toscano si apprende che il Comune ha scelto di non fare ricorso, e che dunque la sentenza è definitiva. Ci domandiamo però come sia possibile che, ad una richiesta su quali fossero gli atti adottati dal Comune a seguito della sentenza del Tar, ci venga fatto rispondere dall'Avvocato scelto come consulente esterno. La nota di Toscano è, infatti, un riepilogo delle vicende e delle motivazioni della sentenza ma ovviamente non entra nel merito della nostra domanda. Cosa ha fatto il Comune in conseguenza della sentenza visto che in questo anno non sono stati prodotti gli atti conseguenti di modifica del Regolamento per la parte di fatto abrogata dalla sentenza, non ci sono disposizioni degli uffici in tal senso".

"Eppure lo stesso Toscano scrive al Comune "...Non occorrevano, e non occorrono particolari atti di adeguamento, se non la presa d'atto che tali norme sono state annullate, con la conseguente espunzione dal regolamento stesso", Forse è questo il motivo per cui si torna a scomodare Toscano, per non rispondere alla nostra richiesta che mette in luce come incredibilmente il Comune di Pisa non abbia in oltre anno applicato la sentenza, esponendo così l’amministrazione stessa ad ulteriori ricorsi degli esercenti che vedranno ovviamente il Comune soccombente e a pagarne le spese saranno le casse comunali ovvero i cittadini e le cittadine".

"Questa Giunta continua a dichiararsi paladina del piccolo commercio a parole - concludono Picchi, Amore e Auletta - ma i fatti dicono l’opposto. Vorremmo domandare all’assessore Pesciatini (uomo di parte, e funzionario di Confcommercio) se pensa che si faccia un bel servizio alle imprese lasciandole nell'oblio, nell'indecisione e all'indeterminatezza delle norme. Vorremmo domandare al Sindaco Conti se pensa che questo sia un esempio di buona amministrazione e soprattutto vorremmo sapere quando questa giunta farà il suo dovere, adeguando il Regolamento alla sentenza del Tar e dando doverosa pubblicità a quelle che sono le disposizioni che i commercianti devono seguire".

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