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giovedì 13 dicembre 2018

Attualità martedì 04 dicembre 2018 ore 17:05

Stop al cibo anonimo, petizione di Coldiretti

L'associazione di categoria promuove la filiera corta. Filippi: "A Natale scegliamo i prodotti locali e occhio all’etichetta"



PISA — Migliaia di pisani hanno già firmato la petizione di Coldiretti, promossa insieme ad altre nove organizzazioni, per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. 

L'organizzazione agricola della provincia di Pisa proseguirà, per tute le festività tra mercati, punti Campagna Amica ed uffici zona, a raccogliere le firme per arginare la diffusione, sulle nostre tavole, di alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano gli scandali alimentari globali dell’ultimo decennio che si sono propagati rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza, dal latte alla melamina dalla Cina del 2008 che ha provocato vittime tra i bambini allo scandalo mondiale sulla carne avariata esportata dal Brasile nel 2017. 

Lanciata in occasione della Giornata del Ringraziamento in Piazza dei Miracoli, Coldiretti chiede trasparenza e tracciabilità, elementi che i prodotti a marchio Campagna Amica e a filiera corta garantiscono: “A Natale non facciamo errori – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa – ed acquistiamo solo prodotti sicuri, trasparenti, con etichetta, magari dai produttori agricoli, magari nei mercatini degli agricoltori a marchio Campagna Amica. E’ l’unico modo per avere la certezza matematica di mettere nel piatto prodotti locali ed italiani e nel caso delle festività confezionare cesti agroalimentari del territorio”.

"Le maggiori preoccupazioni  - si legge in una nota di Coldiretti - sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70 per cento dei cittadini europei (82 per cento in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90 per cento nei casi di derivati del latte e della carne". 

“L’obiettivo della petizione – spiega ancora Filippi - è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. La petizione chiede infine – conclude Filippi - di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare”.   



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