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Attualità mercoledì 24 maggio 2017 ore 09:55

Un avviso contro l'autoerotismo all'università

Una comunicazione sconsiglia la masturbazione dentro e fuori i dipartimenti: "Ha un'influenza negativa sul rendimento accademico", ma è un fake



PISA — Affisso nei dipartimenti e finito in rete, in poche ore ha generato le reazioni più disparate tra gli studenti. Prima di approdare in città, lo scherzo era già andato in scena in numerose università straniere. Per citarne alcune quella di Miami, di St. Andrews (Scozia), Duke University (Stati Uniti) e Durham University (Regno Unito). In ogni caso l'oggetto del falso avviso è sempre lo stesso e mette in guardia gli studenti dalla pratica dell'autoerotismo all'interno delle strutture d'ateneo.

La burla è quindi sbarcata anche all'università di Pisa dove, in vari dipartimenti, è stato affisso un avviso riportante il logo con il Cherubino e, in fondo, la firma del rettore Paolo Mancarella.

Nel caso pisano l'attenzione degli studenti viene attirata da una frase in grassetto che introduce l'oggetto della circolare: "Nuove disposizioni circa l'utilizzo delle strutture universitarie".

Ad una introduzione che sottolinea come l'università abbia "Intrapreso un percorso virtuoso riguardo alla gestione degli spazi", fa seguito un elenco puntato che mette nero su bianco le nuove disposizioni: prima si invitano gli studenti a non sostare negli spazi comuni per chiacchierare con i colleghi e a non trattenersi nei bagni dei poli didattici per più di cinque minuti, poi la comunicazione si chiude con l'invito a non praticare l'autoerotismo all'interno e al di fuori dei dipartimenti "In conformità ai risultati riportati in recentissimi studi consultabili tra le riviste acquistate dalle biblioteche d'Ateneo che provano la loro influenza negativa sull'attività di studio, con conseguenti ripercussioni nefaste sul ranking del nostro prestigioso ateneo".

A corredo di questa tesi l'autore della burla cita uno studio, in realtà puro frutto di fantasia, dal titolo "Masturbation within Pisa University, a study case" di Charles Hoax. Un cognome che, dall'inglese inganno, bufala, svela il vero intento della strampalata comunicazione.

Ma questa non è l'unica burla escogitata a Pisa. Tra i corridoi di qualche dipartimento un altro avviso promette punti extra agli esami e gadget universitari (matite, euroconvertitori) a chi studia a casa "Contribuendo in questo modo a un notevole risparmio in termini di consumo di risorse dell'ateneo". Il burlone ha anche lanciato l'hashtag #IoStudioaCasa, con il quale invita gli studenti a postare su Twitter un selfie come prova della loro assenza dalle aule studio universitarie.

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata


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