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Attualità Mercoledì 20 Maggio 2026 ore 10:45
Un robot umanoide in corsia contro la Sla

ALTER-EGO nasce da IIT e Università di Pisa: alla Maugeri la sperimentazione per assistere i pazienti con Sla in ospedale e a casa
PISA — La robotica entra sempre più concretamente nei percorsi di cura. ALTER-EGO, piattaforma umanoide sviluppata dall’Istituto Italiano di Tecnologia e dall’Università di Pisa, è al centro di una sperimentazione clinica pilota presso l’IRCCS Maugeri Milano per valutare l’uso di robot assistivi nei percorsi dedicati ai pazienti con patologie neurodegenerative, in particolare la Sla.
Il progetto rientra in Fit4MedRob, finanziato dal Piano complementare al PNRR, e punta a capire come un robot possa affiancare il personale clinico nelle attività quotidiane, sia in ospedale sia in ambito domiciliare. ALTER-EGO è alto circa 120 centimetri, si muove su due ruote e può essere guidato a distanza, oppure operare in modalità autonoma o semi-autonoma.
Il robot è dotato di braccia con moduli a rigidità variabile e mani robotiche SoftHand, capaci di afferrare oggetti, aprire maniglie e interagire con ambienti complessi in modo sicuro. L’obiettivo non è sostituire medici e operatori, ma alleggerire il carico di attività ripetitive, lasciando al personale sanitario più tempo per i compiti clinici e relazionali.
“Il progetto ALTER-EGO, - (A)ssistive (L)iving and (T)reatment (E)nvironments for (R)obotic (E)quipment and (G)uided (O)perations - nato qualche anno fa, ha da subito mirato all’utilizzo della robotica umanoide in un momento particolarmente delicato del percorso dei pazienti: il rientro a casa dopo un periodo di ospedalizzazione”, ha detto Rachele Piras, neurologa dell’IRCCS Maugeri Milano.
Nella modalità di telepresenza, ALTER-EGO diventa una sorta di avatar del clinico: attraverso visore e joystick, il medico può vedere tramite le telecamere del robot, usare mani e voce e svolgere anche visite di controllo a distanza. In modalità autonoma o semi-autonoma può invece occuparsi di attività come accoglienza, orientamento dei pazienti, comunicazione di informazioni di base e piccoli monitoraggi.
“L’obiettivo del percorso intrapreso da Maugeri con Istituto Italiano di Tecnologia e Università di Pisa è creare un dialogo reale tra clinici e ingegneri, permettendo alla tecnologia di rispondere a bisogni clinici concreti”, ha commentato Christian Lunetta, direttore del Dipartimento di Riabilitazione Neuromotoria Maugeri.
Il progetto guarda anche al futuro, con soluzioni che potrebbero permettere ai pazienti di controllare direttamente il robot attraverso i movimenti residui. “Nel complesso, lo studio propone un modello replicabile per l’introduzione responsabile della robotica avanzata nei contesti di cura”, ha dichiarato Antonio Bicchi, professore di Robotica all’Università di Pisa e ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia
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