Attualità Venerdì 29 Maggio 2026 ore 09:49
Una scultura di Dolfo entra a Palazzo Blu

Donata alla Fondazione Pisa l’opera "La creazione della terracotta/Cantico n. 1": sarà esposta al piano terra del palazzo
PISA — Una scultura di Dolfo entra nella collezione della Fondazione Pisa. L’opera, "La creazione della terracotta/Cantico n. 1", è stata donata dalla famiglia dell’artista e presentata al pubblico il 28 Maggio durante un incontro nell’auditorium di Palazzo Blu.
La scultura, realizzata nel 1992 in terracotta policroma, sarà collocata al piano terra del palazzo, nello spazio rinnovato all’uscita del museo. La posizione scelta permetterà di renderla visibile non solo ai visitatori, ma anche a chi passerà all’esterno, grazie alla collocazione nell’area a vetri.
Dolfo, nome d’arte di Adolfo Scarselli, nato a Volterra nel 1937 e morto a Pisa nel 2013, è stato una figura significativa della scultura toscana del secondo Novecento. Formato all’Istituto d’Arte di Volterra, dove fu anche docente, sviluppò una ricerca legata alla tradizione dell’alabastro, poi rielaborata in un linguaggio personale. Dal 1977 operò a Pisa, lasciando opere e installazioni in diversi spazi urbani della provincia, tra cui Pisa, Pontedera, Santa Croce, Volterra e Pomarance.
Alla presentazione hanno partecipato Michele Mariani, vicepresidente della Fondazione Pisa, la professoressa Marinella Pasquinucci per la Fondazione Palazzo Blu, Annamaria Pisano per l’Archivio Dolfo e Ilario Luperini, storico dell’arte, curatore e amico dell’artista. Durante la cerimonia è stato presentato in prima visione anche il docufilm "Dolfo e la materia", con la regia di Pietro Follini.
L’opera donata fa parte della serie delle terrecotte dipinte. Secondo Ilario Luperini, questa fase nel percorso di Dolfo "corrisponde all’esigenza di figurare, con l’intervento del colore su un materiale di per sé monocromo, i nessi misteriosi ma concreti che legano l’animato e l’inerte sul piano delle strutture aperte. Quel divenire continuo che nell’opera si traduce in ricorrenti trapassi e mutamenti della forma. Non pura evasione fantastica: le visioni di Dolfo pertengono al sistema della realtà in cui noi tutti siamo immersi e che esperiamo solo parzialmente nella pratica quotidiana".
"Accogliamo con profonda gratitudine la donazione dell’opera La creazione della terracotta/Cantico n. 1 di Dolfo, un gesto di grande generosità da parte della famiglia dell’artista che consente alla Fondazione Pisa di custodire e valorizzare una testimonianza significativa della scultura toscana del Novecento", ha dichiarato Michele Mariani, vicepresidente della Fondazione Pisa. "Quest’opera arricchisce il patrimonio artistico della Fondazione e rafforza l’impegno nella promozione della cultura e nella conservazione della memoria del territorio. Dolfo ha saputo interpretare con originalità il suo tempo, come testimoniano le sculture da lui create e che sono esposte in luoghi all’aperto in diverse città, da Pisa alla provincia. L’importanza dell’artista in relazione al territorio è anche testimoniata dall’attenzione che Palazzo Blu gli ha dedicato, con la mostra ‘Antico e moderno. Dolfo scultore nella dimora di Palazzo Blu’, nel 2024. Ringraziamo la famiglia Scarselli per aver scelto la Fondazione Pisa come luogo di conservazione e condivisione di questa eredità culturale".
"Fondazione Palazzo Blu è grata alla famiglia dell’artista Dolfo per la donazione dell’opera “La creazione della terracotta/Cantico n. 1”, che entra nelle collezioni e viene esposta al pubblico", ha sottolineato Marinella Pasquinucci. "Si contribuisce in questo modo a diffondere la conoscenza di un artista estremamente significativo e profondamente radicato nel nostro territorio per formazione e attività. Vogliamo esprimere grande soddisfazione perché l’opera, dal titolo suggestivo, potrà essere ammirata dai visitatori del Palazzo, attratti dalla collezione permanente e dalle mostre temporanee, e potrà essere conosciuta da chiunque si trovi semplicemente a passare all’esterno, vista la collocazione nell’area a vetri al piano terra del palazzo. Sarà così di stimolo per la conoscenza dell’artista ma anche per riflessioni sull’arte contemporanea del territorio e non solo. Ricordiamo volentieri l’impegno di Palazzo Blu già nel 2024, con la mostra nel museo di alcune opere di Dolfo, che fece scoprire ai visitatori un artista del '900 la cui arte si integrava perfettamente nelle sale della dimora signorile".
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