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Attualità lunedì 26 aprile 2021 ore 15:00

Tanta voglia di normalità, trasporti nota dolente

Studenti all'uscita da scuola

Tavoli di bar e ristoranti piazzati nei dehor e per le strade ma non tutti sono occupati. Studenti di nuovo a scuola, assembramenti all'uscita



PISA — Ore 13, c'è tanta voglia di ritorno alla normalità per le strade di Pisa anche se di normalità non si tratta. Il nuovo passaggio della Toscana in zona gialla ha permesso a bar e ristoranti di servire i clienti ma solo all'esterno, ecco allora che sono ricomparsi i tavoli nei dehor e per le strade. Non tutti però sono pieni, perché di gente in giro non se ne vede molta e soprattutto mancano i turisti. In particolare in zona Duomo, dove i locali hanno sempre puntato allo straniero, in molti per il momento hanno deciso di non riaprire.

Tornano i tavoli in Corso Italia

A pranzo fuori nel primo giorno di zona gialla (piazza Dante)

La zona gialla, inoltre, ha riportato gran parte degli studenti sui banchi di scuola, tra timori,  incertezze, speranze e difficoltà.

All'uscita dalle scuole pullulano le macchine dei genitori in attesa dei figli - con qualche problemino per il traffico - ma c'è chi, fra gli studenti, non può fare a meno dei mezzi pubblici. Alla stazione Ctt Nord della Sesta Porta qualche assembramento sui marciapiedi, in attesa dell'autobus per il ritorno a casa.

Studenti alla stazione degli autobus

Anche il sindaco Michele Conti si è concesso un caffè. "Spero che molte attività economiche possano intraprendere un cammino di ripresa - ha commentato - e che tra qualche tempo i numeri della pandemia permettano di ridurre ulteriormente le restrizioni".

Michele Conti

"Tutti noi da oggi potremo goderci un po’ di libertà - ha aggiunto il primo cittadino -, ma è assolutamente necessario farlo nel rispetto delle regole. Se utilizzeremo i dispositivi e rispetteremo le distanze riusciremo a riconquistare la nostra normalità, altrimenti saliranno di nuovo i contagi e quindi le restrizioni. Cerchiamo di vedere il rispetto delle regole, oltreché un dovere, anche come un atto di solidarietà verso i nostri concittadini più fragili e verso le attività economiche che hanno sempre più problemi a far fronte a momenti di chiusura".



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