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Cronaca sabato 08 marzo 2014 ore 14:40

Quattro anni per eliminare discriminazioni di genere e stereotipi

L'Università di Pisa partecipa a una ricerca internazionale per approfondire le differenze di sesso nelle carriere femminili e nei processi culturali



PISA — Una ricerca internazionale per approfondire gli studi di genere con riferimento alle carriere femminili e ai processi culturali, rivolgendo una specifica attenzione al mondo della ricerca e ai contenuti delle discipline. È partito da alcune settimane il progetto Trigger (TRansforming Institutions by Gendering contents and Gaining Equality in Research), finanziato nell'ambito del settimo Programma Quadro dell'Unione Europea, che è coordinato dal dipartimento per i Diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio e a cui partecipa l'Università di Pisa, insieme a quelle di Londra, Parigi, Madrid e Praga.
Per l'Ateneo pisano la responsabile scientifica è Rita Biancheri e nel progetto sono coinvolti i dipartimenti di Scienze politiche, i tre dell'area ingegneristica e i tre dell'area medica.

Il progetto Trigger, che avrà durata quadriennale, mira a sviluppare una serie di percorsi sia sul piano teorico, per quanto riguarda i fondamenti delle discipline interessate, sia a livello pratico, attraverso una serie di azioni pensate per eliminare discriminazioni e stereotipi dominanti. Esso si propone di promuovere gruppi multidisciplinari di ricerca attraverso l’uso della categoria di genere, di inserire l'approccio di genere nei percorsi formativi istituzionali e non, di sensibilizzare i ricercatori e le ricercatrici al tema delle pari opportunità e delle carriere, di realizzare un'indagine sul monitoraggio delle carriere all'interno delle istituzioni accademiche, di favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, di facilitare l'uso di un linguaggio attento al genere nei documenti amministrativi, di intensificare infine i legami con il territorio di riferimento, consolidando nel caso pisano l'applicazione della legge regionale sulla cittadinanza di genere.

L'ambiente di lavoro, i processi culturali dominanti e le norme, esplicite e tacite, che regolano il mondo della ricerca saranno dunque al centro dell'interesse del progetto, che fa della piena consapevolezza di questi temi la base fondamentale per attuare un'applicazione sostanziale dei diritti delle donne e una piena valorizzazione delle differenze.
"Tali cambiamenti - commenta Biancheri - non possono avvenire se non ripensando i contenuti e l’offerta formativi, le attività didattiche, e soprattutto superando una concezione della scienza che ha considerato il soggetto maschile come neutro, mantenendo tuttora quelle cicatrici che hanno escluso per lungo tempo le donne dai saperi".



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