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Attualità Mercoledì 27 Maggio 2026 ore 10:15

Monte Faeta, "Dobbiamo cambiare paradigma"

Approvato dall'assemblea regionale l'atto che chiede alla Giunta di attivarsi con il Governo per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale



SAN GIULIANO TERME — Il Consiglio regionale, all'unanimità, ha approvato la mozione congiunta di maggioranza che ha come primi firmatari i consiglieri del Partito Democratico Matteo Trapani e Antonio Mazzeo e Massimiliano Ghimenti di Avs e che richiede l'immediato riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per il Monte Faeta.

"Non basta riparare i danni: dobbiamo cambiare strategia - hanno detto Mazzeo e Trapani - chiediamo al Governo lo stato di emergenza nazionale per dare risposte immediate alle migliaia di cittadini evacuati, ma alla Regione chiediamo un impegno nuovo: riconoscere che la prevenzione degli incendi e del rischio idrogeologico passa solo attraverso un’economia agricola viva e radicata. Senza imprese agricole forti, filiere forestali aggregate e una gestione attiva del sottobosco, il territorio resta fragile". 

L’atto, tra gli altri, prevede chiede alla Giunta di attivarsi verso il Governo, ma anche di valutare la possibilità di ricorrere agli strumenti previsti dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea per il sostegno agli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei territori colpiti e di predisporre un piano straordinario specifico per il Monte Faeta.

La mozione è stata firmata inoltre anche da Irene Galletti, del Movimento 5 Stelle, e dai consiglieri Mario Puppa (Pd), Federico Eligi e Vittorio Salotti (Casa Riformista). "A causa del cambiamento climatico e dei conseguenti periodi di siccità sempre più prolungati, gli incendi boschivi sono destinati ad aumentare di intensità e di frequenza e rischiano di assumere tratti di ordinarietà - ha commentato Galletti - è urgente aprire un confronto tra il Consiglio regionale, i sindacati dei Vigili del fuoco e delle forze dell’ordine e le associazioni di volontari che intervengono nelle emergenze per ridefinire gli approcci all’emergenze e gli strumenti di intervento".

"Di fronte ai cambiamenti che ci aspettano dobbiamo cambiare paradigma. La gestione dell’emergenza non può ricadere unicamente su chi rischia la propria vita ed è già impegnato nella gestione delle emergenze quotidiane sul territorio - ha concluso - i sindacati dei pompieri denunciano da tempo ridimensionamenti di organico: dobbiamo creare uno spazio di ascolto e di confronto con loro, anche nelle Commissioni consiliari. La sfida è troppo grande per essere affrontata in solitudine".


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