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Attualità domenica 03 agosto 2014 ore 12:30

San Giuliano Terme, polemiche in consiglio su Tari

I 5 Stelle attaccano la giunta Di Maio: “Cecità su tutta la linea” e indicano Capannori come esempio da seguire



SAN GIULIANO TERME — “Verso rifiuti zero o verso visione politica zero?” è questo l’interrogativo che Giuseppe Strignano, Movimento 5 Stelle che si pone dopo il dibattito in consiglio comunale su regolamento Tari e servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

L’esponente grillino attacca la giunta Di Maio e fa l’esempio di un Comune “virtuoso molto vicino a noi, come Capannori, che da anni sta realizzando una politica in consorzio con altri comuni per arrivare ai rifiuti zero. Laddove non si parla semplicemente di attenzione alla produzione e riciclo ma anche di trattamento separato per ottenere un utile nelle casse del Comune dalla vendita dei rifiuti che sono acquistati da ditte specializzate nel trattamento dei singoli materiali”.

Finora il servizio è stato affidato a Geofor, che – a detta di Strignano – “ha aumentato le imposte con un non corrispondente innalzamento qualitativo del servizio, per la mancanza di un piano industriale documentato e per l'impossibilità del cittadino a far pervenire eventuali rimostranze. Non vi è un piano industriale documentato da Geofor, che dimostri quali elementi verranno utilizzati in futuro per la gestione dei rifiuti né trasparenza sulle aliquote e sui dati tecnici: alla giunta e ai consiglieri, ad esempio, non è stato presentato alcun Piano economico di gestione dei rifiuti”.


Invece, il Movimento Cinque Stelle San Giuliano Terme ha presentato un ordine del giorno che “prevedeva di far rientrare il ciclo produzione-consumo nel rispetto della carta di Ottawa, la riduzione della produzione dei rifiuti, il recepimento di una direttiva quadro della comunità europea e l'applicazione del risultato referendario del giugno 2011 sull'affidamento della gestione dei servizi pubblici locali. L'argomento ambiente e risparmio era talmente caro a tutti i gruppi consiliari che si era giunti a un accordo di modifica della proposta come tempi e come puro indirizzo politico: una semplice valutazione della fattibilità di un simile progetto virtuoso, l'apertura a una discussione senza impegni stringenti, né coperture finanziarie – si conclude –. Ma la cecità di questa amministrazione ha mostrato tutta la sua lampante carenza di obiettivi: la maggioranza ha votato contro la nostra proposta e ha mantenuto lo stato attuale della tassa sui rifiuti. I cittadini si vedranno così costretti a recitare il ruolo di bancomat dell'amministrazione comunale anziché iniziare a gettare le basi per valutare la fattibilità di realizzare un piano di gestione della raccolta di rifiuti”.


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