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Attualità mercoledì 25 ottobre 2017 ore 17:25

Torna in funzione la super condotta

Conclusi i lavori per il ripristino idraulico e strutturale della tubazione sul fiume Serchio passante tra Rigoli e Avane



SAN GIULIANO TERME — Conclusi i lavori per il ripristino idraulico e strutturale della tubazione sul fiume Serchio. Un progetto complesso, che ha vissuto il momento più delicato con il “no water day” del 10 agosto

Un intervento complesso, pianificato nei minimi dettagli. Un’operazione fondamentale per assicurare un miglioramento per continuità e sostenibilità al servizio idrico a Pisa. Un lavoro durato mesi, ma “percepito” soltanto un giorno dagli utenti, in quell’ormai famoso giovedì 10 agosto, quando la macchina organizzativa coadiuvata da Acque SpA e dall’amministrazione comunale è riuscita a fare fronte alla mancanza d’acqua con successo, anche grazie alla fattiva collaborazione di tutti i cittadini.

Oggi il rinnovato “tubo del 1000”, passante sul fiume Serchio tra Rigoli (San Giuliano Terme) e Avane (Vecchiano), è entrato nuovamente in funzione: l’acqua è tornata dunque a scorrere all’interno della tubazione principale, e non più dai due bypass che in queste ultime settimane hanno permesso ai tecnici di Acque di continuare i lavori senza causare alcuna interruzione idrica. A questo importante momento erano presenti tra gli altri il presidente di Acque SpA, Giuseppe Sardu, il direttore della Gestione Operativa, Roberto Cecchini, e il responsabile reti e impianti, Demetrio Foti.

La “cronaca di un progetto riuscito” è nota, con l’Azienda che da tempo aveva messo in programma il recupero della condotta in acciaio DN 1000 che attraversa il Serchio: un tratto importante (120metri) dell’infrastruttura-chiave per l’approvvigionamento del comune di Pisa, che negli ultimi mesi aveva dato segni di particolare deterioramento. Le riparazioni tampone avevano consentito il risanamento di diversi guasti senza dover ricorrere a interruzioni idriche, ma per salvaguardare la risorsa e la stessa integrità della tubazione era inevitabile un intervento “radicale”.

L’operazione di completo ripristino della funzionalità idraulica e strutturale del tubo che attraversa il ponte è avvenuta tramite il cosiddetto “relining”: l’inserimento interno di una speciale calza strutturale di materiale adatto al contatto con l’acqua. Non solo: l’infrastruttura è stata “sezionata” in alcuni punti, con la dismissione di varie porzioni e l’utilizzo di pezzi speciali per sostituirle. Sono stati installati inoltre nuovi supporti di sostegno e realizzati i due bypass (DN 300) che anche in futuro, in caso di eventuali problemi, garantiranno la possibilità di intervenire senza causare ulteriori interruzioni idriche per la città di Pisa.


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