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Attualità Venerdì 30 Maggio 2025 ore 13:45

Sds, otto sindaci contro il voto contrario di Pisa

Voto contrario del Comune di Pisa sul piano di rientro dei debiti, gli altri sindaci si astengono per evitare un nuovo ricorso al Tar



PISA — Il Comune di Pisa si oppone al piano di rientro della Società della Salute, bloccando di fatto ogni possibilità di accordo tra i soci. Nell’assemblea più delicata dell’anno, la rappresentante del Comune capoluogo, l’assessora Bonanno, ha confermato il voto contrario e la volontà di non pagare la propria quota debitoria, rimandando tutto alle azioni legali in corso.

Una scelta che pesa. Pisa rappresenta da sola il 30% dell’intero consorzio e il 44% delle quote sulle materie socio-assistenziali. Con questo voto ha costretto gli altri comuni all’astensione, per evitare un ulteriore ricorso al TAR.

"Con questo voto Pisa pregiudica una delle ultime possibilità di salvare il Consorzio", hanno denunciato i sindaci degli altri comuni coinvolti. Il documento congiunto, firmato da Betti, Cecchelli, Angori, Ghimenti, Ferrucci, Bacci, Lenzi e Menci, parla chiaro: "Il Comune di Pisa ha beneficiato dei servizi, ma si rifiuta di pagarli. Così facendo impedisce a tutti gli altri di andare avanti e obbligherebbe gli altri soci a coprire anche la sua parte di debito".

Non è il primo episodio. Già a Marzo, per l’assenza del Comune di Pisa, era saltata una delibera per aumentare la quota capitaria da 30 a 32 euro. Un passaggio che avrebbe portato 400mila euro utili a coprire i maggiori costi dei servizi.

Durante l’assemblea, diversi sindaci hanno invitato Pisa a rivedere la propria posizione, anche senza rinunciare all’uscita dal consorzio, ma permettendo almeno agli altri di proseguire. La richiesta è rimasta inascoltata.

Adesso la situazione si fa difficile. I sindaci degli altri comuni annunciano valutazioni nei prossimi giorni per decidere come muoversi.


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