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Cronaca giovedì 05 dicembre 2019 ore 17:15

Patrimonio enorme, redditi troppo bassi

La Finanza ha sequestrato beni per due milioni di euro a un imprenditore ritenuto coinvolto in un sodalizio criminale contiguo alla 'ndrangheta



EMPOLI — Partendo da un'operazione del 2018 denominata Vello d'oro che aveva portato all'arresto di 14 persone fra la Calabria e la Toscana per un lungo elenco di reati commessi con l'aggravante del sistema mafioso, la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro beni e quote societarie riconducibili a un imprenditore di 55 anni, operante nella zona di Empoli. Nel dettaglio il provvedimento ha riguardato una trentina di rapporti bancari, sette auto, tre aziende con sede a Reggio Calabria e a Pisa, il 50 per cento delle quote di un'altra società con sede a Catanzaro e otto immobili, di cui uno situato a Tenerife.

Determinanti, per il via libera al sequestro preventivo, le indagini patrimoniali svolte dal nucleo di polizia economica-finanziaria della Fiamme Gialle che hanno portato alla scoperta di una palese sproporzione fra i redditi dichiarati dall'imprenditore e il patrimonio che di fatto l'uomo aveva nelle sue disponibilità.

L'indagine del 2018 aveva ricostruito un sistema che da una parte riciclava denaro di provenienza illecita rastrellato da due consorterie criminali calabresi e da una terza operante in Campania, dall'altro creava riserve occulte di denaro in contanti presso varie aziende toscane. Nei mesi successivi l'attenzione  degli inquirenti si è concentrata su alcune società riconducibili al 55enne che, secondo gli investigatori, avrebbero veicolato capitali illeciti in raccordo con altre società coinvolte e con un sodalizio crimnale contiguo alle famiglie 'ndranghetiste dei Barbaro e dei Nirta, attive sul litorale jionico della provincia di Reggio Calabria, e a personaggi collegati al clan camorristico Lo Russo che invece opera nella zona nord di Napoli. Alla fine è scattato la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro.

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