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Attualità martedì 16 settembre 2014 ore 10:56

La sfida di Rossi sulle infrastrutture

Il governatore a Nodica per la presentazione del libro "Viaggio in Toscana" sfida il governo sulla Tirrenica: "E' l'unica opera strategica"



NODICA (PISA) — "Il ministero delle Infrastrutture deve riprendere in mano la partita dell'autostrada Tirrenica, che oggi si interrompe a Rosignano, privando la costa di un'infrastruttura strategica e costringendo il traffico sull'unica arteria che collega nord e sud, ovvero  l'Autostrada del sole".
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha scelto il circolo del Partito Democratico di Vecchiano per lanciare la sua sfida al governo sul tema delle infrastrutture
Arrivato nel pisano per presentare il suo libro Viaggio in Toscana, intervistato per oltre due ore da un cronista di ToscanaMedia, il governatore ha toccato tutti i temi dell'attualità: dalla nuova legge elettorale, al rapporto con il segretario del Pd, Matteo Renzi, dalla situazione economica della regione al Piano del paesaggio, che tanto fa discutere in questi giorni. 
Ma è soprattutto sulle infrastrutture che si è concentrata l'attenzione di Rossi, a cominciare dalla guerra dei cieli che contrappone Firenze con Pisa e che nei prossimi giorni rischia di acuirsi nuovamente, visto che l'Enac renderà note le sue prescrizioni sulla nuova pista dell'aeroporto fiorentino, mettendo nero su bianco la richiesta di allungarla fino a 2400 metri.

"Enac è un'autorità di controllo - ha commentato Rossi - ma anche la Regione è un'autorità e la variante al Pit approvata lo scorso luglio è un atto ufficiale. Lì c'è scritto che la pista sarà di 2000 metri e noi ci atterremo a questo". E comunque si tratta di un falso problema, secondo Rossi: "Non è certo la lunghezza della pista che determina una potenziale concorrenza tra Peretola e il Galilei. La pista di Firenze infatti non avrà l'area di rullaggio e sarà monodirezionale. Non solo: l'esistenza di un socio privato unico come Corporacion America è la garanzia più forte contro il rischio di concorrenza tra i due scali". 
Basta dunque, ha detto il governatore, con la guerra tra Pisa e Firenze, che, come racconta anche nel libro, si protrae dai tempi della grandeur medicea. 
Anche perchè, secondo Rossi, l'infrastruttura che determina uno squilibrio di importanza tra il centro e la costa è l'autostrada: se quella del Sole garantisce i collegamenti Nord-Sud altrettanto non si può dire della Tirrenica, che tra Rosignano e Civitavecchia, si trasforma in "poco più di una mulattiera". 
Per questo Rossi ha puntato con forza il dito contro il governo, che non ha inserito la Tirrenica nelle opere strategiche da finanziare nel decreto "Sblocca Italia", chiedendo che un suo finanziamento venga garantito in finanziaria. Anche perché, ha detto Rossi, è l'intera economia della costa a risentirne, se si pensa che solo il 2% delle merci che vengono scaricate sulle coste del Tirreno scelgono come porto di sbarco quello di Livorno, che risulta scarsamente collegato al resto del paese.
A stretto giro però è arrivata la replica del viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini: "Nei prossimi giorni ci sarà un incontro a Roma alla presidenza del Consiglio con i soci privati, che dovrebbero realizzare la Tirrenica e che in quell'occasione dovranno dirci se intendono proseguire con l'opera o se vorranno tirarsi indietro". Il governo dal canto suo "ha dato disponibilità a mettere una parte di denaro che nell'accordo iniziale con Autostrade e altre aziende private non era previsto. C'e' questa disponibilità per fare fronte a una crisi economica terribile ma sono i privati che devono chiarire la loro posizione".

Nencini su Tirrenica - Dichiarazione


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