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Lavoro mercoledì 29 ottobre 2014 ore 17:35

Trenta bandiere del gusto sotto la Torre

Dall’agnello del Parco di San Rossore, al Mucco Pisano, alla ciliegia di Lari. Ecco le specialità enogastronomiche simbolo della provincia



PISA — Cibo, tradizione e territorio. Sotto la Torre le meraviglie enogastronomiche pisane che entrano fra le Bandiere del Gusto sono trenta, tutti simboli delle più antiche tradizioni della provincia di Pisa.

Dall’agnello del Parco di Migliarino San Rossore, al Mucco Pisano, alla ciliegia di Lari. Questi e molti altri, secondo un’indagine di Coldiretti Pisa, i prodotti che hanno contribuito al primato del Made in Tuscany. Le bandiere sono infatti assegnate sulla base delle specialità alimentari presenti sul territorio nazionale che sono ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. “Si tratta del risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità del territorio e le sue tradizioni alimentari – ha spiegato Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti – sono elementi cui questo la nostra regione, e l’Italia, devono puntare per far ripartire il nostro paese”.

Si sono meritate una bandiera anche il nodino di Montopoli Valdarno, il salume ricavato dalla spalla del maiale adulto che risale agli inizi del ‘900, il particolare fegatello di maiale macinato pisano ottenuto dalla macinatura di varie parti “povere” del suino, il salame di vino di San Miniato, la spalla di maiale, ma anche l’aceto d’agresto, il carciofo, il pomodoro grinzoso e i cantucci sanminiatesi. Bandiera anche sul pecorino alle erbe aromatiche e il pecorino delle balze volterrane e per l’olio monovarietale di madremignola. E ancora, la patata di santa Maria a Monte, la piattella pisana (o fagiolo di San Michele), il pomodoro pisanello. Come dimenticare poi il tartufo bianco, l’uva colombana di Peccioli e la zucchina mora coltivata tra Crespina e Molina di Quosa. Per i golosi poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta: dalla cecina o farinata, ai miniatesi, dal pane di Montegemoli al miele di spiaggia del litorale pisano che deve la sua peculiarità dal fatto che le arnie si trovano in prossimità delle spiagge e delle dune.

Secondo Coldiretti, l’eccellenza e la varietà incredibile delle produzioni agroalimentari e la ricettività agrituristica forte della provincia pisana di quasi 400 strutture agrituristiche sono i punti di forza dell’offerta e i principali elementi di attrazione per i turisti.


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