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Cronaca giovedì 29 maggio 2014 ore 15:15

Feo e gli altri Amici in difesa della Sapienza

Sit-in in piazza Dante: "Si parla di spostare una parte dei libri, ma per la riapertura effettiva della biblioteca bisognerà aspettare il 2015"



PISA — “Il palazzo della Sapienza deve essere riaperto al più presto”. Questa è la richiesta dei partecipanti al sit-in organizzato dall’associazione Amici della Biblioteca universitaria di Pisa, a due anni dalla chiusura dell’edificio per problemi di staticità. 

Tra le persone ad aver preso parte alla manifestazione, che si è svolta nella mattina di venerdì 29 maggio in piazza Dante, Michele Feo, filologo dell’università di Pisa e autore del saggio Libri imprigionati e deportati. Cosa accade alla Biblioteca Universitaria di Pisa. Presente anche il presidente dell’Associazione Chiara Frugoni.

Anna Siekiera, segretario e socio fondatore dell’associazione Amici della biblioteca universitaria di Pisa precisa: “Si è sentito molto parlare di danni alla struttura provocati da scosse di terremoto percepite anche a Pisa, ma in realtà il fattore sismico non c’entra. Nei risultati della perizia effettuata sull’edificio, infatti, le scosse di terremoto come causa di dissesta mento e quindi di chiusura dello stabile non vengono menzionate. I problemi di staticità sono dovuti alla prolungata mancanza di manutenzione ordinaria e alla mal ristrutturazione, nel 1911, della facciata che dà su via Curtatone e Montanara”.

Sottolineando l’importanza culturale della biblioteca, Siekiera prosegue: “Si tratta di uno dei più importanti patrimoni librari d’Italia, che custodisce 600mila volumi, molti dei quali sono rari e hanno una grande valenza storica. La riapertura della parte dell’edificio che ospita la biblioteca è prevista a metà del 2015, ma il ritorno degli studenti nella parte dedicata alle aule dipenderà dalla velocità con cui l’università svolgerà i lavori di ripristino della sicurezza e di messa in norma della struttura. Per il momento, stiamo aspettando che una parte dei libri (da 60mila a 100mila) vengano trasferiti nell’ex dipartimento di storia dell’arte, in piazza san Matteo in Soarta”.

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