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Cronaca martedì 13 maggio 2014 ore 14:30

Un treno da Pisa per manifestare contro Renzi

L'Usb scende in piazza a Firenze contro la riforma della pubblica amministrazione del premier e del ministro Madia



PISA — A Pisa si ritroveranno in stazione per salire sul treno delle 14. E raggiungere i manifestanti a Firenze dove, dalle 15, l'Unione sindacale di base si trova per dire no alla riforma della pubblica amministrazione annunciata da Matteo Renzi e Marianna Madia.
Secondo l'Usb, "per risolvere i problemi della Pa, il primo punto da affrontare dovrebbe essere il rinnovo dei contratti di 3 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno gli stipendi bloccati dal 2010 con la prospettiva di un blocco fino al 2020. Poi si dovrebbe avviare un piano straordinario di assunzioni, stabilizzando prima le migliaia di lavoratrici e lavoratori stabilmente precari da anni in settori strategici come ricerca, sanità, scuola, università".
Solo dopo, secondo il sindacato, si dovrebbe pensare a un "piano aziendale", che contenga "lotta alla corruzione (70 miliardi), all’evasione fiscale e contributiva (220 miliardi), una sanità pubblica accessibile a tutti, asili, scuole e università, trasporto pubblico, tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico che sono obiettivi strategici per rilanciare l’economia guardando ai bisogni delle persone e non delle imprese e del mercato che hanno già lautamente banchettato approfittando della 'crisi'. Invece nel loro comizio elettorale Matteo&Marianna hanno parlato di esonero dal servizio, staffette generazionali, mobilità obbligatoria, demansionamento. Misure che rivelano la portata dello scempio che si sta facendo del lavoro pubblico, in perfetta continuità con il recente passato, con il Jobs Act sul lavoro e con le politiche europee. Nessun impegno sul rinnovo contrattuale che poteva essere finanziato anche con le risorse impegnate per quegli 80 euro che molti non vedranno e che a conti fatti saranno per tutti una presa in giro pagata a caro prezzo con tagli di servizi e rincari di tariffe e tasse". 

Usb ha già avviato il tentativo di conciliazione verso lo sciopero generale della categoria e sta organizzando in tutte le regioni iniziative in piazza.



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