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Attualità sabato 18 luglio 2020 ore 17:18

Una amara riflessione sulle mura di Cascina

Una vecchia pianta della mura di Cascina

Arriva dall'architetto Roberto Bargellini "nella speranza che il problema sia oggetto di serio impegno da parte delle forze politiche in competizione"



CASCINA — "Le mura di Cascina - scrive l'architetto Roberto Bargellini a QUInews Pisa, volendo condividere la sua riflessione con i candidati a guidare in futuro l'amministrazione comunale - circondavano l'antico abitato del paese al centro, nel corso dei secoli, di guerre e scaramucce tra la Repubblica di Pisa e Firenze.

Furono edificate nel XIII secolo in pietra e laterizio. Si notano diverse fasi costruttive, quindi è molto probabile che siano state innalzate in epoche successive e a seconda del clima politico della regione.

Cascina aveva all’epoca un’importanza strategica, doveva dunque difendersi dalle continue sfide che vedevano protagoniste la vicina Pisa e Firenze, ma, soprattutto, doveva difendere i propri campi coltivati. A tale scopo vennero innalzate presto una torre militare e un castello e, poi, successivamente, la cinta muraria.

Nel corso degli anni le mura hanno visto modifiche delle più varie, con l’uso di materiali diversi e aggiunte distribuite su più fasi costruttive. È certa la presenza di due porte, la Porta Pisana a ovest e la Porta Fiorentina a est, oltre che di dodici torri difensive, di cui le più alte raggiungevano quasi gli 8 metri. Inoltre, a delimitare le mura, c’era anche un fossato con due ponti levatoi, poi sostituiti con ponti fissi in mattoni.

Attualmente la cinta delle mura si presenta molto frammentaria, a causa dei cambiamenti che hanno interessato la struttura originaria e da tempo lasciate andare in rovina nel totale disinteresse dell’amministrazione comunale verso quelli che sono i monumenti storici della città.

In questi ultimi 4 anni non è stato fatto niente. Nemmeno una “ripulitura”. L’interesse per la storia della città di Cascina rappresenta oggi lo spartiacque tra coloro che amano il maggior monumento della città e coloro che accampano vari argomenti per coprire il proprio disinteresse per l’argomento ed hanno a cuore la bellezza della città solo a parole.

In questi ultimi 4 anni abbiamo addirittura visto l’aggravarsi delle situazioni:

La torre in via delle Mura sul lato ovest viene utilizzata come cassonetto dell’immondizia.

Così come ricettacolo di ogni genere è un rudere sempre in via lungo le mura .

Sulla torre sempre in via delle mura sul lato est, lavori di consolidamento a seguito della segnalazione dei vigili del fuoco mai terminati.

Recinzioni abusive sulla sommità delle mura oltre che antenne tv e satellitari.

Tubi di scarico agganciati alle secolari pietre.

Macchine per il condizionamento ancorate alle mura della torre lato sud prospiciente il parcheggio ,sempre sul lato sud prospiciente al parcheggio ,trasformazione delle mura in isola porta bidoni di immondizia .

La torre pentagonale sud –est utilizzata come cartellone pubblicitario

Sulle poche breccia di mura rimaste sono inoltre presenti arbusti, alberi e sporco di ogni tipo.

Cosa ha fatto il Comune di Cascina negli ultimi 4 anni per la preservazione del complesso medievale dimenticato.

Nel 2017 La Macrostruttura lavori Pubblici e Tutela Ambientale ha presentato all’Amministrazione Comunale che lo ha approvato, sia nella parte tecnica che in quella economica un progetto per il recupero di una parte, del centro storico cascinese per un importo complessivo dei lavori pari a 500.000 euro.

L’ intervento riguardava il recupero del tratto che si sviluppa sul lato sud del centro, da Via Genovesi e sul lato est fino a Corso Matteotti con la realizzazione della nuova pavimentazione in cemento sulla quasi totalità di Via Lungo Le Mura che corre proprio lungo le stesse mura.

Per il progetto di restauro ci era sembrato inopportuno proporre alla Regione Toscana una pavimentazione in cemento; nell’ottica di un ripristino dei luoghi con l’originale pavimentazione casomai si poteva pensare ad una pavimentazione in pietra. Comunque questo lavoro non rappresentava una priorità nel complesso dell’operazione di recupero delle mura ed infatti così è stato giudicato e nel 2018 la Regione Toscana ritenendo il progetto non meritevole lo ha escluso dai finanziamenti .

Da questo momento in poi …..zero assoluto. L’amministrazione non ha fatto tesoro dell’errore di avere approvato un progetto completamente non in linea con i criteri più elementari del restauro, magari realizzando un nuovo progetto per rimediare a quello precedente. Si è chiusa a “riccio“ sulla propria posizione e non ha inoltrato nessuna altra richiesta di finanziamento, né ha accantonato fondi propri .

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:

Sulle mura medievali non c’è nessun controllo e nessun piano per la loro salvaguardia e recupero; nessun progetto di recupero con richiesta di finanziamento di fondi regionali, statali o europei.

Che amarezza e che sconforto vedere beni monumentali della nostra città così importanti andare stupidamente in rovina. La realtà è che per stare a certi livelli amministrativi ci vuole la preparazione che ahimè al Comune di Cascina :è clamorosamente mancata".



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