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venerdì 22 febbraio 2019

Lavoro domenica 19 marzo 2017 ore 07:00

I bilanci delle società di capitali pisane

Nella provincia, cresce il valore aggiunto (+2,5%) ma è netto il divario tra le grandi (+6,6%) e le micro aziende (-1,4%)



PISA — L’analisi dei bilanci depositati in Camera di Commercio di Pisa dalle società di capitali tratteggia un quadro con luci e ombre sullo stato di salute delle aziende pisane. L’incremento tendenziale dei ricavi di vendita, pari al +4,3% nel 2014, si è infatti assottigliato nel corso del 2015,crescendo di appena lo 0,5%. Grazie alla favorevole dinamica dei costi esterni (acquisti di beni e servizi),che nel 2015 si sono ridotti dello 0,6% rispetto all’anno precedente, il valore aggiunto delle società di capitali è aumentato del 2,5%, raggiungendo così i 1.982 milioni di euro. Questi, in sintesi, i risultati sull’analisi di oltre 4.600 bilanci di aziende pisane compresenti negli archivi camerali nel triennio 2013-2015.

A fronte di questi risultati, si registra un deciso aumento dei costi del personale (+4,2%) che si traduce in leggera contrazione del Margine Operativo Lordo (-0,8%, MOL). Segnali positivi giungono sul fronte della redditività netta: gli utili totali delle società di capitali sono arrivati a 203,9 milioni di euro nel 2015, gli oneri finanziari e l’incidenza delle imposte sugli utili sono, invece, diminuiti. Grazie all’incremento dei proventi non caratteristici e finanziari, all’alleggerimento del costo dei debiti e della pressione fiscale, l’incidenza degli utili sul fatturato ha raggiunto il 2,43% dopo l’1,87% dell’anno precedente.

La dinamica dei ricavi e del valore aggiunto, entrambi in calo dell’1,4%, segnala le difficoltà delle micro-imprese (valore della produzione inferiore a 2 milioni di euro). L’aggregato, che rappresenta oltre l’80% delle aziende, registra una perdita pari allo 0,5% del fatturato della categoria.

Migliore la situazione delle piccole aziende (tra 2 e 10 milioni di euro), con un utile netto di tale aggregato dimensionale è tuttavia positivo, con un’incidenza sui ricavi stabile all’1,5%.

Le società di capitali di medie dimensioni (valore della produzione compreso tra 10 e 50 milioni di euro), riescono a mantenere margini di guadagno decisamente maggiori, con il rapporto tra utile netto e ricavi del 2,7%.

Le poche grandi società di capitali (valore della produzione superiore a 50 milioni di euro) raggiungono buoni risultati sia in termini di redditività netta, con l’incidenza dell’utile netto sul fatturato che tocca il 7,8%: il valore più elevato tra le diverse categorie dimensionali d’impresa.

All’interno dell’industria, che nel complesso segna dati non positivi, i due principali settori provinciali registrano andamenti contrapposti. Da un lato infatti le imprese metalmeccaniche realizzano incrementi in termini di ricavi (+1,9%), dall’altro l’industria conciaria subisce importanti perdite in tutti gli indicatori monitorati: -5,6% i ricavi.

Le società di capitali del settore edile, dopo un lungo periodo di grave crisi, rilevano alcuni segnali di recupero, con incrementi consistenti dei ricavi (+17,2%), tuttavia insufficienti a recuperare le perdite del passato.

A fronte della tenuta dei ricavi (+0,2%), le imprese del commercio e del turismo registrano un netto deterioramento dei margini di guadagno.

Gli altri servizi market (prevalentemente rivolti alle imprese) incrementano i propri ricavi del +8,6%, quelli non market (rivolti alle persone e famiglie) del +1,2%.

“I dati sui bilanci delle società di capitali pisane, pur complessivamente positivi, - commenta Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio di Pisa - segnalano una situazione nettamente migliore per le realtà più strutturate. Anche la metalmeccanica ed i servizi alle imprese evidenziano risultati positivi, mentre commercio e turismo faticano sul fronte dei margini. Consci dell’importanza delle piccole aziende e del turismo, la Camera di Commercio continua a lavorare per creare nuove opportunità di business, quali, ad esempio, il prodotto turistico Terre di Pisa: un’iniziativa di marketing territoriale, – conclude Tamburini - che intende coinvolgere tutti coloro, anche piccole realtà, che vorranno puntare sull’integrazione dell’offerta, sull’innovazione e sull’aggiornamento continuo;fronti sui quali la Camera di Commercio è già operativa e disponibile a fornire supporto.”



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