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Attualità martedì 05 settembre 2023 ore 19:10

A Pisa 85 anni fa la firma delle leggi razziali

Momento di riflessione a San Rossore, dove il 5 Settembre 1938 Vittorio Emanuele III emanò il provvedimento. L'intervento del sindaco Michele Conti



PISA — 5 Settembre 1938, nella tenuta estiva di San Rossore il re Vittorio Emanuele III promulgò le leggi razziali. Oggi, a 85 anni esatti da quella firma, una delle pagine più buie della nostra storia, istituzioni e associazioni si sono date appuntamento prima alla sinagoga di Pisa e poi al Parco di San Rossore, per la cerimonia del Giorno della Memoria, organizzata dal Comune e dalla Comunità Ebraica di Pisa, con il sostegno di Anpi e del Parco Regionale di San Rossore, per ricordare l’anniversario della firma delle leggi razziali del 1938.

La giornata si è aperta con il ritrovo alla Sinagoga di Pisa e con la deposizione della corona di alloro alla lapide in via Sant’Andrea, che ricorda il sacrificio di Pardo Roques e dei pisani ebrei e non ebrei uccisi dai nazisti, e la deposizione della corona di alloro al Cimitero monumentale Ebraico. A fine mattinata la cerimonia si è spostata al Parco di San Rossore, per la deposizione della corona di alloro alla lapide che ricorda la firma delle Leggi Razziali il 5 settembre 1938 a Cascine Vecchie, dove si sono tenuti gli interventi del sindaco di Pisa Michele Conti, del Presidente del Parco di San Rossore Lorenzo Bani, del presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori e del presidente della Comunità Ebraica di Pisa Maurizio Gabbrielli.

"Ogni anno - ha detto il sindaco - non solo nelle date più significative del nostro particolare calendario civile, fra le quali il 5 Settembre, rinnoviamo come uomini e come rappresentanti delle istituzioni l’impegno a rafforzare la memoria, che deve arricchirsi di iniziative nuove e diverse, da affiancare a quelle già consolidate e vive nella memoria collettiva dei pisani come la commemorazione del terribile eccidio di via Sant’Andrea, dove il capo della comunità israelitica Pardo Roques e altre persone furono barbaramente uccise per mano di soldati tedeschi".

Il sindaco ha poi ricordato le azioni intraprese dall'amministrazione comunale volte a rafforzare la Memoria. "Penso all’intitolazione ad Anna Frank, un simbolo internazionalmente riconosciuto, della rotatoria tra viale delle Cascine e l’Aurelia, scelta non a caso perché porta proprio a San Rossore dove avvenne la firma della vergogna. Penso- ha detto il sindaco- alla cittadinanza onoraria conferita a Liliana Segre. Penso al melograno, tanto importante nella cultura ebraica da rappresentare il simbolo di onestà, correttezza e giustizia, piantato nella grande area verde che oggi porta il nome di Raffaello Menasci, uno dei venti professori universitari espulsi dall’Ateneo pisano che in seguito fu arrestato a Roma nel 1943 nella retata del ghetto e deportato, insieme a tutta la sua famiglia, nel campo di sterminio di Auschwitz, poi morto a Varsavia il 29 febbraio 1944. Penso anche all’ultima azione in ordine di tempo, sancita con delibera di Giunta dello scorso 31 agosto che vede via D’Achiardi, Rettore dell’epoca che si rese protagonista zelante di quella 'pulizia' dell’Ateneo di recente emersa dalle pieghe della storia, prendere il nome di via Giusti tra le Nazioni, in memoria di coloro che hanno agito in modo eroico per salvare anche un solo ebreo dall’abisso della Shoah".

"Anche stamani - ha poi concluso Conti- siamo qui per ribadire quanto nella nostra città siano vivi e vitali quegli anticorpi che impediscono al virus della barbarie, dell’antisemitismo e della inciviltà di attecchire e contagiare le nostre vite e la stessa vita democratica della Nazione. Spetta a noi, tutti insieme, trasmetterli alle giovani generazioni".


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