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Attualità lunedì 05 settembre 2016 ore 15:21

Chiusura centro diurno, ecco le soluzioni

Il dopo Zambra: per i quattro utenti in convenzione col servizio pubblico posti nelle strutture di Pisa in via Garibaldi e in via Avanzi



CASCINA — Avranno luogo questa settimana i colloqui della Società della Salute della Zona pisana con le famiglie degli utenti del Centro diurno per anziani Casarosa di Zambra che, come annunciato dalla Cooperativa Paim che lo gestisce, chiuderà tra poche settimane. Gli incontri hanno lo scopo di illustrare le soluzioni alternative individuate per ciascuno degli attuali ospiti del Casarosa.

Per i quattro utenti in convenzione col servizio pubblico sono stati riservati due posti nel centro socio-riabilitativo di via Garibaldi e altri due in quello di via Avanzi a Pisa.

Per gli altri utenti privati la soluzione è quella del trasferimento nella RSA “Villa Isabella” (in via La Tinta a Pisa), così come proposto dalla Cooperativa Paim il primo settembre, nel corso dell’incontro con le stesse famiglie, con la presidente della Sds e con la responsabile dei servizi sociali della Asl, Laura Brizzi. A Villa Isabella, anch’essa gestita dalla Cooperativa Paim, sono disponibili 6 posti aggregati e autorizzati (previo potenziamento del personale).

“In seguito alla necessità espressa da Paim di chiudere la struttura Casarosa di Zambra e alle indicazioni della Asl sul mancato adeguamento dell’Istituto Remaggi come struttura semiresidenziale per anziani – spiega la presidente della Società della Salute della Zona Pisana Sandra Capuzzi – ci siamo immediatamente attivati per cercare delle soluzioni realistiche e concrete per le famiglie che si trovano in questa difficile situazione. Ovviamente, gli utenti potranno dare o meno la loro adesione. Mi preme infine sottolineare ancora una volta, che la Società della Salute non ha nessuna preclusione nei confronti dell’Istituto Remaggi di San Lorenzo alle Corti. Tuttavia la Asl ha confermato che la struttura al momento non ha i requisiti di un centro diurno per anziani e che finora non è pervenuta nessuna richiesta per l’avvio dell’iter di adeguamento. Per creare le necessarie condizioni di garanzia occorrono dunque diversi mesi. Saremmo ovviamente felici se la Cooperativa Paim potesse tenere aperto il centro Casarosa per il tempo necessario a rendere idoneo il Remaggi, ma questo non dipende dalle scelte della Sds”.


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