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Attualità mercoledì 24 agosto 2016 ore 14:52

Chiude centro diurno e divampa la polemica

"Nessun paziente rimarrà privo del servizio", dice la società della salute, ma il comune di Cascina spinge per trasferirli al "Remaggi"



CASCINA — Nessuno dei pazienti in convenzione attualmente ospitati nel Centro Diurno “Casarosa” di Zambra rimarrà privo del servizio, saranno accolti nelle altre strutture socio-riabilitative presenti nella Zona Pisana”. 

Anche la Società della Salute interviene sul futuro degli anziani ospiti della struttura del territorio cascinese, gestita dalla Cooperativa sociale “Paim” che ne ha annunciato l’imminente chiusura. 

Lo fa tramite la Presidente Sandra Capuzzi per precisare in primo luogo che “stiamo parlando di una struttura privata e, dunque, che l’attività cesserà per volontà del soggetto gestore il quale, legittimamente, ha ritenuto di non vi fossero le condizioni per assicurarne la continuità”. E soprattutto per sottolineare come “nessuno degli ospiti, tutti anziani non autosufficienti e alle prese con malattie degenerative quali le demenze senili e l’Alzheimer, sarà abbandonato a sé stesso”.

In tutto la struttura diurna accoglie undici persone: “Quattro – prosegue la presidente della SdS - sono in convenzione con la Asl e a loro sarà sicuramente proposta una sistemazione in un altro dei centri socio-riabilitativi presenti sul territorio data l’ampia disponibilità assicurata dall’amministrazione comunale, siamo certi che non vi sarà alcun problema ad aumentare il contributo di sua competenza per il trasporto sociale in modo da assicurare anche il servizio d’accompagnamento. Gli altri sette sono privati che, quindi, non sono in carico al servizio pubblico: anche a loro sarà proposta la possibilità di accedere agli altri centri socio-riabilitativi della territorio alle stesse identiche condizioni e costi ai quali adesso accedono al Centro Casarosa”.

Non praticabile, invece, la soluzione dell’Istituto “Remaggi” di San Lorenzo alle Corti prospettata dall’amministrazione comunale cascinese: “Non è una questione di volontà, ma di requisiti strutturali mancanti – spiega Capuzzi -: gli anziani ospitati a Zambra sono tutti affetti da patologie degenerative e necessitano di essere ospitati in un centro riconosciuto come struttura socio-riabilitativa, requisito che al momento manca al “Remaggi” e di cui, eventualmente, potrebbe dotarsi in tempi medio-lunghi e a costo d’investimenti consistenti da parte dell’amministrazione comunale. Ricordo, però, che già in passato, dopo averne valutato la praticabilità, l’Istituto rinunciò a dotarsi dei requisiti strutturali necessari per essere riconosciuta come struttura socio-riabilitativa. 

Se l’Assessore comunale Ziello ci avesse contattato direttamente, gli avremmo fatto subito presente quest’impedimento, non superabile nei tempi necessari a trovare una soluzione alternativa per gli ospiti del “Casarosa”, e sollecitato anche la necessità di nominare il nuovo direttore del “Remaggi”, decisione di competenza del Comune di Cascina e che potrebbe costituire un sostegno tecnico molto utile per i servizi e gli interventi socio-sanitari di un territorio vasto e importantissimo come quello cascinese”. 

Pronta la replica dell'assessore al welfare del Comune di Cascina:“In una situazione di emergenza di questo tipo, che ho ereditato dalla passata Amministrazione, la struttura dei Remaggi potrebbe potenzialmente accogliere il servizio perché di fronte alla possibilità di lasciare in mezzo ad una strada delle persone affette da certe patologie, evitare che le stesse possano rimanere sfornite del servizio, rappresenta un dovere morale da parte del Comune. Sono in diretto contatto con il Presidente della cooperativa Paim, il quale mi ha assicurato che la struttura, che attualmente ospita il centro diurno di Zambra, non chiuderà finché non si troverà un’alternativa alle famiglie che usufruiscono del servizio offerti dalla struttura", conclude l'Assessore Edoardo Ziello.


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