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Attualità Mercoledì 11 Febbraio 2026 ore 10:20

Commercio in affanno, ma Pisa tiene

Nel 2025 saldo positivo tra nuove imprese e cessazioni in provincia di Pisa. Confcommercio lancia l’allarme, "Serve una legge d’emergenza"



PISA — L'economia pisana ha chiuso il 2025 con un bilancio positivo, ma non mancano segnali d’allarme. A sottolinearlo è Confcommercio Pisa, commentando i dati della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest: 2.321 nuove imprese registrate, 2.079 cessazioni, per un saldo attivo di 242 aziende e un tasso di crescita dello 0,6%. Meglio della media toscana, ma sotto quella nazionale.

“L'economia pisana conferma un andamento positivo e complessivamente un buono stato di salute, ma non possiamo che guardare con preoccupazione al crollo del commercio” ha detto il presidente Stefano Maestri Accesi. “In particolare le attività al dettaglio e ambulanti soffrono: nel primo caso si contano 111 chiusure in più rispetto al 2024, nel secondo sono 75 le attività perse. Serve una legge d’emergenza da Roma. I nostri amministratori non hanno la bacchetta magica, ma i negozi di vicinato devono essere salvati”.

Un quadro contrastato, dove a trainare sono ancora i servizi, con un saldo positivo di 243 imprese, e il comparto alloggio e ristorazione che chiude l’anno con 32 attività in più. Ma i numeri del commercio richiamano a scelte immediate.

“Il buon andamento dell’economia provinciale è sintomo della resilienza del nostro tessuto imprenditoriale” ha aggiunto il direttore generale Federico Pieragnoli. “Ma guai a dimenticare il ruolo sociale e di presidio dei negozi nei quartieri e nelle periferie. Chiediamo detassazione totale per 5 anni per le nuove aperture, decontribuzione per i contratti di lavoro e semplificazione burocratica estrema”.

Tra le priorità indicate da Confcommercio anche la necessità di affrontare con decisione il problema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. "Troppe aziende faticano ancora a trovare personale. È un nodo da sciogliere per non frenare le potenzialità di crescita di un territorio che resta ricco di energie e competenze".


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