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Attualità venerdì 09 aprile 2021 ore 13:00

Scuola negata ai non residenti, monta la protesta

Un'aula della nuova scuola di Crespina da poco inaugurata

Il Comune, lamentando spese eccessive per l'elevato numero di alunni provenienti da Casciana Terme Lari, ha bloccato l'aumento delle sezioni



CRESPINA LORENZANA — Almeno 16 bambini e bambine di famiglie residenti nel Comune di Casciana Terme Lari non hanno trovato posto alla scuola media di Crespina per l'anno scolastico 2021/22. Così per le 10 di domani, sabato, alcuni genitori hanno annunciato un presidio davanti al nuovo plesso della secondaria "E. Cozzi" dell'istituto comprensivo "Mariti". L'esclusione nasce dalla ferma volontà dell'amministrazione comunale di Crespina Lorenzana, guidata dal sindaco Thomas D'Addona, di porre un freno alle iscrizioni provenienti da fuori Comune, considerati i costi sempre più elevati da sostenere.

In una lunga lettera rivolta ai genitori la giunta ha ribadito i motivi che hanno portato a non attivare la terza sezione per la scuola media in questione. "Il problema delle iscrizioni dei non residenti presso le varie scuole del Comune di Crespina Lorenzana ha assunto nel tempo dimensioni sempre maggiori - spiegano dalla giunta - arrivando oggi ad essere molto pesante, sia per una questione organizzativa e logistica (in relazione alla necessità di riadattare spazi di laboratorio ad aule aggiuntive), sia per gli ingenti costi che il Comune deve sostenere. Non è affatto una questione di mancanza di inclusività o di chiusura verso l’esterno, chi ci accusa di questo lancia accuse pesanti e pretende di avere ragione senza avere idea di quale sia il problema".

La giunta ricorda quindi che, al momento, i bambini non residenti iscritti nelle scuole del Comune vanno dal 10 per cento della scuola dell'infanzia di Ceppaiano (8 su 82) ad addirittura il 57 per cento (47 su 83) alla primaria di Lorenzana. Mentre alla scuola media di Crespina i non residenti sono oggi 25 su 140, il 18 per cento. "In totale sulle scuole del Comune abbiamo 141 non residenti su 554 iscritti - sottolineano -, una quota pari al 25%. In altri termini, ogni 4 bambini iscritti 1 è non residente. Se è vero che una quota del 5-6% si può considerare fisiologica, magari perché legata ad esigenze logistiche delle famiglie, i nonni, il lavoro dei genitori… etc, il 25%, è invece un numero sproporzionato che di “normale” non ha niente, soprattutto alla luce del fatto che è un parametro che tende ad aumentare".

In merito alla scuola media, la giunta ribadisce che: "A chi muoveva critiche rispetto ad un progetto “inadeguato” abbiamo sempre ribadito che la nuova scuola media di Crespina, con i suoi 1400 mq, può tranquillamente ospitare tre sezioni se servisse (vi sono infatti 10 aule), addirittura 4 sezioni con altri sacrifici. Se servisse per le nostre esigenze, non per dare servizi ai cittadini di altri comuni dove questi servizi ci sono".

Il problema sono i costi: "281.000 euro in 5 anni - sottolineano dal Comune - che avrebbero potuto essere investiti, sempre sulla scuola, per migliorare strutture e servizi, ma che invece sono serviti per erogare servizi a una popolazione che le tasse le paga in altri comuni, dove le scuole ci sono. Queste spese il Comune le ha sostenute negli anni consapevolmente, ma con l’obiettivo di contenere questo problema e ridurne gli effetti nel tempo sulla base di vani impegni dell’Istituto di porre rimedio a questa anomalia ogni anno per l’anno successivo, sia per contenere i costi, sia per ridare agli alunni adeguati spazi sottratti (ad esempio a Cenaia ben tre classi nuove sono sorte per sdoppiamento occupando spazi precedentemente destinati a laboratori). E l’ultimo vano impegno è avvenuto quest’anno… In questo senso va intesa l’approvazione della Delibera di Giunta sul piano di utilizzo degli edifici dello scorso Gennaio, quando sembrava che anche la dirigenza concordasse sull’opportunità di porre rimedio a questa situazione. Invece, con la situazione che si è creata quest’anno, le nostre spese aumenteranno ancor di più".

"Se Istituto e Provveditorato vorranno continuare ad imporre le loro scelte al Comune (che per legge decide la destinazione degli spazi scolastici) - prosegue la lettera della giunta D'Addona - sarà bene che da qui in avanti trovino anche il modo di finanziarle. Di fronte alla assoluta indisponibilità a riconoscere che questa tendenza debba essere invertita e non aumentata, il Comune ogni anno non potrà far altro che rimettere i costi sostenuti a chi di dovere o trattenere i trasferimenti alla fonte. E non si deve pensare che siano i Comuni di origine di questi iscritti a dove pagare, in quei Comuni le scuole ci sono, e sono nuove e capienti come o più delle nostre, chi pensa questo non ha idea di cosa significhi amministrare un Comune. Il diritto allo studio, la costituzione o la dichiarazione universale dei diritti, che qualcuno impropriamente cita, non significano affatto che ognuno può fare quel che vuole e dove vuole. Vi sono delle considerazioni di equilibrio che devono essere rispettate, altrimenti avremo scuole sovraffollate e scuole che perderanno una sezione. E quale sia questa situazione di equilibrio non lo può certo decidere ogni cittadino secondo il proprio interesse".

"Il Comune di Crespina Lorenzana non intende più continuare a subire la politica di (non) gestione che l’Istituto Mariti ha portato avanti negli anni (i fatti di quest’anno sono solo la punta di un iceberg molto più profondo) - concludono dalla giunta - e non intende più continuare a spendere ingenti cifre per fornire servizi scolastici ai non residenti. Rendiamoci conto che con una cifra di oltre 50 mila euro all’anno si potrebbero pagare le rate di un mutuo da 1 milione in 20 anni (palestra, teatro…fate voi). Dunque il problema c’è, è evidente ed è ingente e negarlo è assurdo. Questa tendenza nel tempo va assolutamente invertita, siamo disponibili a discutere sul “come” ma non sul “se”. Se ci trovassimo di fronte ad una chiusura non resterebbe altro che la via legale. Però anche nelle fasi più intense del confronto con la Dirigente, la volontà di trovare una sintesi e gestire questo problema non è mai mancata, da ambo le parti. Gli incontri nel tempo sono continuati, l’ultimo dei quali è avvenuto pochi giorni fa e un altro è in programma nei prossimi giorni e coinvolgerà anche l’ufficio scolastico regionale. Siamo tutti convinti che riconoscere il problema ed inquadrarlo e farsene carico per quello che è con un atteggiamento di apertura sia la strada da percorrere nell’interesse della collettività. Ogni genitore tragga le proprie conclusioni e manifesti come crede, noi abbiamo ben presente che non sempre l’interesse generale coincide con l’esatta sommatoria dell’interesse di tutti i singoli".

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