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Attualità martedì 09 dicembre 2014 ore 13:57

Gregorio ha il rene della madre "incompatibile"

Hanno gruppi sanguigni diversi. L'Aoup esegue per la prima volta in Italia un trapianto di rene con doppia incompatibilità



PISA — Il 26 marzo 2014 è stato eseguito, al Centro trapianti di rene dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, un trapianto di rene in un bambino di 8 anni da donatore adulto incompatibile sia per gruppo di sangue che per la presenza di anticorpi (i cosiddetti anticorpi donatore-specifici). Il rene è stato donato dalla madre. 

"A distanza di 8 mesi -ha commentato il direttore del Centro trapianti Ugo Boggi- sia il bambino che la madre stanno bene ed hanno funzione renale completamente normale". 

Questo successo si inquadra in un’attività sistematica di trapianto renale da donatore incompatibile sviluppata a Pisa, che apre nuove frontiere a pazienti di difficile trapiantabilità. 

"Questi pazienti -confermano i medici- fino ad oggi erano destinati ad attese lunghe rischiando, talvolta, perfino di non essere mai trapiantati, nonostante le grandi energie profuse e l’applicazione di strategie organizzative nazionali d’avanguardia".

Pochi mesi dopo la sua nascita Gregorio manifesta una malattia renale che lo condurrà rapidamente alla dialisi, necessaria già ad un anno di vita. Il trapianto appare da subito la strada da intraprendere. Il 27 agosto 2010 viene trapiantato da donatore cadavere pediatrico, operazione che purtroppo fallisce per trombosi (cioè per la coagulazione del sangue all’interno dei vasi).

"Si tratta-sottolinea Boggi- di un’eventualità frequente nei trapianti eseguiti nei bambini piccoli, soprattutto se il donatore è un coetaneo o è comunque un bambino piccolo".

Il trapianto fallito lascia le sue tracce nel sangue del bambino, che inizia a produrre  anticorpi in grado di reagire con gli antigeni (le proteine che determinano la compatibilità immunologica) del 90 per cento dei possibili donatori. Considerata la piccola taglia del bambino ed il numero piccolo di donatori cadaveri della stessa età, la possibilità per lui di ricevere un secondo trapianto da donatore cadavere era diventata molto bassa.

La famiglia si rivolge quindi ad alcuni centri di trapianto, ottenendo da tutti la stessa risposta: è necessario inserire Gregorio in lista di attesa e “sperare” in un donatore cadavere compatibile. Questo consiglio è motivato anche dal fatto che i possibili donatori viventi (madre e padre) sono entrambi incompatibili sia per gruppo di sangue che per la presenza di anticorpi donatore specifici. Non restava che attendere quando la famiglia viene a conoscenza del fatto che a Pisa, un centro particolarmente attivo nel trapianto renale da donatore vivente, sono già stati trapiantati bambini piccoli con reni di donatori adulti e che è stato anche sviluppato un programma di trapianto da donatore incompatibile.

Gregorio viene quindi valutato a Pisa dal gruppo medico multidisciplinare che si esprime favorevolmente rispetto al trapianto, sebbene in Italia non sia mai stato eseguito prima questo tipo di trapianto: cioè la combinazione di un trapianto da un donatore adulto in un bambino piccolo con duplice incompatibilità. Il bambino dovrà essere “condizionato” per ricevere il trapianto sia rispetto al’incompatibilità di gruppo sanguigno che degli anticorpi rivolti contro gli antigeni dei genitori. Come donatore viene scelta la madre.

Il trapianto viene eseguito il 26 marzo 2014. Il decorso post-trapianto è regolare sia per il bambino che per la madre. Il rene funziona a pieno fin da subito. Nei mesi successivi al trapianto mamma e figlio stanno bene e Gregorio ha ripreso a crescere (a causa della patologia era rimasto più piccolo rispetto ai bambini della sua età) sperimenta alcune attività che prima gli erano sconosciute (ad esempio va in spiaggia e fa il bagno in mare) e, a settembre, inizia la scuola. La mamma torna alle sue attività, senza differenze rispetto a prima dell'operazione.

Attualmente Gregorio ha una funzione renale normale e vive come ogni bambino della sua età.


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