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Attualità sabato 21 febbraio 2015 ore 15:00

Il Cna verso un nuovo presidente

Matteo Giusti, attualmente vicepresidente della Cna provinciale di Pisa, ha confermato la sua candidatura al posto di Andrea Zavanella



PISA — Andrea Zavanella ha spiegato i motivi delle sue dimissioni dalla carica di Presidente Provinciale Cna:  l’impossibilità di condurre entrambi gli incarichi dopo la nomina in Ctt.

Nel corso della direzione del 17 febbraio è stato stabilito il percorso congressuale per l’elezione del nuovo presidente che si concluderà con l’assemblea elettiva del 20 marzo. Il giorno successivo il sabato 21 marzo al mattino, è prevista la presentazione ufficiale del nuovo presidente nel salone della Camera di Commercio con la partecipazione del segretario nazionale Cna Sergio Silvestrini.

Matteo Giusti, attualmente vicepresidente della Cna provinciale di Pisa, ha confermato la sua candidatura già peraltro sottoscritta da molti delegati dell’assemblea provinciale Cna che eleggerà il 20 marzo il nuovo presidente. Proprio a lui è toccato il compito di tracciare l’orizzonte del "cosa fare" e su quali temi ha intenzione di impegnare la Cna nei prossimi anni: "La lotta alla burocrazia inutile, che fa perdere tempo alle imprese" ha dichiarato il candidato.

Le proposte:

Legalità e controlli a partire dai disonesti e da quelli veramente irregolari che fanno concorrenza sleale agli altri e non da coloro (come avviene oggi) che sono la maggior parte, che in buona fede, per imprevedibilità delle interpretazioni e dei criteri applicativi, hanno commesso piccoli errori formali ma sanzionati e perseguiti senza pietà. Il criterio è chiaro: fare cassa per lo stato.

Ma lo stato incassa se gli onesti sono in condizione di sopravvivere e di pagare il giusto livello di tasse, altrimenti si va verso un baratro.

Altro tema il lavoro: mantenere buona e sana occupazione, le professionalità.

La parte delle commesse pubbliche, dei lavori pubblici e dei servizi è decisiva. Occorre più apertura e condizioni di accesso al mercato degli appalti per opere pubbliche e manutenzioni, servizi realmente aperto alle pmi. Poca trasparenza, norme poco amiche e miopia politica penalizzano un mondo che è invece prezioso per far girare bene l’economia di un territorio come il nostro. Le amministrazioni locali possono e devono utilizzare in maniera trasparente le procedure e i meccanismi previsti nel Codice degli Appalti con particolare riferimento alle metodologie di selezione delle aziende privilegiando le gare ad invito, utilizzando tutte le semplificazioni previste per le gare sotto soglia, evitando quanto più possibile l’aggiudicazione al massimo ribasso a favore del meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, favorendo, in caso di global services, le forme aggregative fra pmi locali. D’altra parte la riforma in corso del Codice degli Appalti ci pare offra importanti spunti e novità nel senso da noi indicato.Sul fronte delle opere pubbliche abbiamo la volontà di mettere in campo risorseprofessionali e tecniche per supportare la pianificazione e la definizione di operazioni complesse come Project Financing, Global Service, gestione di investimenti complessi per la costruzione di opere di pubblica utilità come cimiteri, scuole, comprese della successiva fase di gestione con le varie modalità previste dalle normative vigenti (con i nuovi contratti di disponibilità o in concessione, affitto etc).

Far crescere le imprese con azioni di informazione e formazione continua e c servizi a valore aggiunto, oltre a quelli già erogati dalle nostre società, grazie alla riorganizzazione già avviata della CNA, con consulenze qualificate per le molte materie specifiche che impattano sulla vita delle imprese, con efficienza è quella che sta facendo CNA Pisa e occorre insistere su questa strada con intenzione di miglioramento continuo e di continua evoluzione.

Una occasione importante sono le agenzie per le imprese che possono creare un rapporto nuovo e più snello fra istituzioni e mondo economico. Anche perché occorre un nuovo equilibrio fra rappresentanza delle categorie economiche e rappresentanza politica, cioè fra i cosiddetti corpi intermedi come CNA che devono essere più capaci di cogliere aspettative, speranze esigenze e bisogni delle imprese e raggiungere un più soddisfacente livello di interlocuzione con le istituzioni le quali devono comprendere molto meglio di quanto fanno oggi quelle stesse aspettative, speranze, esigenze e bisogni.

La nostra associazione già 10 anni fa per prima costituì una rappresentanza associativa di Area Vasta costiera, prima fra le associazioni di categoria e anticipando le riforme in corso oggi. Rimane aperta anche la riflessione sulla dimensione di Aree Vaste, ovvero quale sia il livello territoriale ottimale sul quale disegnare la nuova associazione a misura delle nuove istituzioni che stanno delineandosi, come le centrali uniche per gli acquisti delle Unioni dei Comuni; cosa abbandonare e cosa mantenere a livello locale. Forti della nostra esperienza, delle idee che ci suggeriscono i nostri tanti iscritti, della nostra dimostrata capacità di intercettare il futuro, questa della innovazione e della crescita è una sfida che non ci intimidisce e che affronteremo con il consueto coraggio e con solido ottimismo”

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