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Attualità venerdì 18 luglio 2014 ore 06:30

Allarmi, scorta e porte di sicurezza contro la microcriminalità

Firmata da Confesercenti Pisa e il Corpo guardie di città una convenzione per aiutare le attività commerciali



PISA — Garantire una maggiore sicurezza alle attività commerciali, in affiancamento alla polizia e alle altre forze dell’ordine. Questo è l’obiettivo della convenzione firmata da Confesercenti Toscana nord e il Corpo guardie di città, che si occuperà dell’installazione di sistemi di videosorveglianza, di allarmi e porte di sicurezza e del servizio di scorta e trasporto valori per le attività affiliate all’associazione di categoria che lo richiedano.

Ma non solo. “L'accordo – spiega l’amministratore del Corpo guardie di città Mariano Bizzarri - sarà affiancato da un servizio di consulenza globale e da incontri di settore per affrontare i vari problemi che i piccoli imprenditori riscontrano nel campo della sicurezza. Il nostro obbiettivo è quello di offrire, a tariffe agevolate ai tesserati Confesercenti Toscana nord, tutti i servizi legati alla sfera della vigilanza privata armata, dei servizi fiduciari non armati e della progettazione e installazione di impianti di allarme e di videosorveglianza".

Il presidente di Confesercenti per l’area pisana Antonio Veronese, commenta così l’iniziativa: “Con questo accordo vogliamo contenere la microcriminalità che affligge le attività commerciali che rappresentiamo e affiancarle nelle loro esigenze”.

“Si tratta di una collaborazione importante – conclude il direttore di Confesercenti Toscana nord Marco Sbrana - che darà una maggiore garanzia di sicurezza ai piccoli imprenditori che sempre più spesso ci chiedono di agire su questo fronte. Purtroppo in molte zone, nonostante l'impegno costante delle forze dell'ordine, gli operatori commerciali non si sentono sicuri. Con questo accordo offriremo servizi, come ad esempio la videosorveglianza, ma anche una consulenza, per restituire serenità a chi lavora. Non vogliamo fare facile allarmismo, ma partire da dati di fatto. Le forze dell'ordine non hanno purtroppo gli strumenti per una copertura capillare e continua di tutto il territorio”.

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata

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