Politica Giovedì 23 Aprile 2026 ore 19:31
Approvata l'adozione del Piano Operativo comunale

Tutte le reazioni politiche. Conti, "Uno strumento per crescere e raggiungere 100mila abitanti". Dringoli, "Piano che disegna inversione di tendenza"
PISA — Approvata nella seduta del Consiglio Comunale di oggi, giovedì 23 aprile al termine di una discussione iniziata dal giorno precedente, l’adozione del nuovo Piano Operativo Comunale (POC), lo strumento urbanistico che traduce in scelte concrete gli indirizzi del Piano Strutturale approvato nel marzo 2023. Dopo l’avvio del procedimento, il confronto con la città e il lavoro di raccolta e valutazione dei contributi, il vaglio della Commissione consiliare competente e l’approdo ieri e oggi in Consiglio Comunale per l’adozione, adesso si aprirà la fase delle osservazioni che durerà 60 giorni dalla pubblicazione sul Burt e, l’esame delle stesse. Al termine dell’iter, quella dell’approvazione definitiva che avverrà entro la fine del 2026.
"L’adozione del Piano Operativo Comunale approvata oggi dal Consiglio Comunale – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti - rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro di Pisa. Voglio ringraziare i consiglieri comunali di maggioranza per il lavoro serio e responsabile svolto in aula e nelle commissioni, così come tutti i tecnici del Comune di Pisa che, con competenza e dedizione, hanno contribuito alla redazione del Piano. Ma oggi un ringraziamento speciale va al professor Massimo Dringoli: grazie alla sua esperienza e alla sua preparazione, in questi primi otto anni di mandato abbiamo raggiunto risultati ambiziosi, pianificando davvero il futuro della città. Dall’approvazione del Piano Strutturale nel 2023, che mancava a Pisa dal 1998, fino all’adozione del POC di oggi, abbiamo costruito un percorso solido, portato avanti con le forze interne all’Amministrazione, senza ricorrere a consulenze esterne costose, come spesso avviene altrove. Continueremo insieme su questa strada, dotando la città di strumenti concreti che mettono a terra una Pisa che cresce, che punta a superare i 100mila abitanti, che investe sulla sostenibilità e sulla qualità della vita dei residenti".
"Con la giornata di oggi – commenta l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli - siamo finalmente arrivati all'adozione del POC, portando a conclusione un impegno enorme che gli uffici tecnici dell’Urbanistica hanno portato avanti in tre anni di lavoro. È un traguardo estremamente importante perché finalmente Pisa potrà servirsi di un documento urbanistico che prevede un’inversione di tendenza per lo sviluppo della città: a Pisa con il POC di cui ci siamo dotati, aumenterà il numero degli abitanti e diminuirà il consumo di suolo. Come ha dimostrato di recente anche l’ultima edizione del Market Appeal Index 2026 che fotografa l’evoluzione del mercato immobiliare italiano, Pisa è al terzo posto tra i capoluoghi di provincia di tutta Italia, escluse le città metropolitane, per quanto riguarda l'attrattività. La nostra città tende quindi ad essere sempre più attrattiva ed ha dunque le potenzialità per aumentare il numero degli abitanti. Ma il vero risultato che otteniamo con l’adozione del POC è che aumenteranno i cittadini senza aumentare il consumo di suolo. Il piano operativo prevede infatti che questo sviluppo della città avvenga principalmente rendendo operativi i piani di recupero, di rigenerazione urbana, di riqualificazione dell’edificato già esistente, compresa l’edilizia popolare. È questo dunque il punto fondamentale, perché rappresenta un'inversione di tendenza rispetto al passato e rispetto ai piani precedenti, in cui Pisa diminuiva il numero degli abitanti, ma aumentava il consumo di suolo e la cementificazione. E invece ora la tendenza è destinata a operare al contrario, come dimostra l’aumento previsto del verde urbano, che diventerà veramente il tessuto connettivo della città, nei quartieri, nelle sue parti più periferiche. Sia verso est, sia verso ovest, è previsto un grande sviluppo del verde urbano: Pisa avrà una quota di verde pari a 15 metri quadrati per abitante. Attualmente la quota è di 12, quindi sarà un aumento di 3 metri quadrati ad abitante. Considerando che lo standard nazionale minimo è di 9 metri quadrati, questo significa che a Pisa noi otteniamo il 75% di verde in più di quanto è richiesto. Si tratterà inoltre di verde urbano anche arricchito dalla presenza, per esempio, di impianti sportivi diffusi, che diventeranno spazi di vera aggregazione sociale di cui Pisa ha veramente bisogno e che vanno a incidere notevolmente sulla qualità della vita dei cittadini. Questa è la Pisa dell'immediato futuro che noi abbiamo previsto con questo piano operativo”.
Il procedimento del Piano Operativo Comunale è stato avviato il 22 settembre 2022, con l’obiettivo di sostituire il Regolamento Urbanistico del 2017 con uno strumento più attuale, più leggibile e più semplice da applicare. Una fase preliminare di partecipazione era partita già nell’autunno 2022, con manifestazioni di interesse e sette incontri pubblici nei quartieri. Nel 2024 il percorso era entrato nel vivo con 11 assemblee pubbliche sul territorio, dedicate ai quartieri, agli ordini professionali e agli operatori economici. Alla formazione del Piano hanno contribuito cittadini, soggetti privati ed enti pubblici, comprese le tre università, RFI, l’Ospedale e l’Opera del Duomo.
Dopo il via libera al Piano Operativo Comunale si alza il confronto politico sul futuro urbanistico della città, specialmente in seguito alle diffide dell'opposizione che qualche giorno fa avevano dato via al dibattito.
Il Consigliere comunale Vouk, vice capogruppo della lista civica Pisa al Centro e membro della commissione che ha seguito la fase istruttoria del Piano Operativo Comunale (POC), interviene sull’adozione del nuovo strumento urbanistico della città.
“Il Piano Operativo Comunale non è un atto tecnico per pochi addetti ai lavori, ma una scelta politica che riguarda il futuro di tutta la città. È uno strumento che mette finalmente ordine dopo anni di norme complicate e spesso difficili da applicare”. Vouk sottolinea come uno degli elementi più rilevanti del piano sia il cambio di approccio rispetto al passato: “Per troppo tempo Pisa è rimasta ferma, bloccata da regole poco chiare e da una visione frammentata. Oggi invece si apre una fase nuova, in cui si semplifica e si rende più facile intervenire, dando risposte concrete ai cittadini”. Al centro del POC, evidenzia il consigliere, c’è la volontà di far crescere la città senza espanderla in modo disordinato: “L’obiettivo è chiaro: arrivare a una Pisa più viva e attrattiva, capace di crescere anche dal punto di vista demografico, ma senza consumare nuovo suolo. Si punta sul recupero dell’esistente, sul riuso di spazi abbandonati e sulla rigenerazione urbana. È una scelta di buon senso prima ancora che urbanistica”.
Un altro punto qualificante riguarda la maggiore flessibilità prevista dal piano: “Abbiamo voluto superare rigidità che in passato hanno impedito lo sviluppo. Dare più possibilità non significa lasciare tutto al mercato, ma avere strumenti più intelligenti per governare i cambiamenti e valorizzare ciò che oggi è inutilizzato”. Il consigliere richiama anche il tema del patrimonio dismesso: “A Pisa esistono aree e immobili abbandonati da decenni. Recuperarli significa evitare nuove costruzioni inutili e restituire spazi alla città. È questa la vera sfida: rigenerare, non espandere”. Sul fronte sociale, Vouk evidenzia l’impegno sull’edilizia pubblica: “Continuiamo a investire sulla manutenzione delle case popolari e introduciamo quote dedicate all’edilizia sociale nei nuovi interventi. È un segnale importante per mantenere equilibrio e inclusione”. Non manca un passaggio sul tema degli studenti e dell’attrattività della città: “Pisa è una città universitaria e deve continuare a esserlo. Il piano non chiude le porte a nessuno, ma anzi favorisce il recupero di spazi esistenti anche per studentati, evitando ulteriore consumo di suolo”. Infine, Vouk sottolinea il valore complessivo del piano: “Questo POC non è il piano di una maggioranza, ma uno strumento che guarda al futuro della città. Più verde, più mobilità sostenibile, più qualità urbana: sono queste le direttrici. Abbiamo lavorato per costruire un piano più semplice, più chiaro e soprattutto più utile per Pisa”.
“Non è un libro dei sogni – conclude – ma un passo concreto per superare l’immobilismo del passato e accompagnare Pisa in una nuova fase di sviluppo equilibrato e sostenibile”.
Sempre dal fronte della maggioranza Angelo Ciavarrella, Capogruppo Futuro Nazionale e presidente della prima commissione consiliare, rivendica il percorso seguito prima dell’approdo in aula. Il presidente della Prima commissione consiliare permanente sottolinea il lavoro svolto tra Settembre e Dicembre 2025, con "19 sedute dedicate all’analisi del quadro conoscitivo del piano, altre 5 riunioni sulla fase decisionale e 10 giornate riservate alla consultazione della cartografia con il supporto del personale tecnico". Una ricostruzione con cui respinge le accuse dell’opposizione sui tempi troppo stretti per approfondire gli atti. "Con questo passaggio – asserisce Ciavarrella – la maggioranza conferma la volontà di procedere con trasparenza e concretezza, respingendo le polemiche strumentali e mettendo al centro i risultati di un lavoro lungo e meticoloso, volto esclusivamente a garantire una crescita ordinata e strategica del nostro tessuto urbano”.
Sempre dalla maggioranza arriva anche la linea espressa da Maurizio Nerini, consigliere di Fratelli d'Italia, primo firmatario dell’ordine del giorno "Pisa città più verde d'Italia". La lettura è che il "POC punti a rafforzare l’armatura verde urbana ed extraurbana, fino a portare la disponibilità a 15 metri quadrati per abitante, con un incremento del 25% rispetto alla situazione attuale e del 66% rispetto allo standard di legge di 9 metri quadrati per abitante". Da qui l’impegno chiesto a sindaco e assessori competenti perché gli interventi previsti diventino concreti.
Di segno opposto il giudizio dell’opposizione. Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo della Città delle Persone attaccano l’impostazione del piano e mettono in discussione il racconto dell’amministrazione. "Da una parte la Giunta comunica con centinaia di manifesti slogan come ‘Vivere a Pisa centomila volte meglio’ e l’obiettivo dei 100.000 residenti, dall’altra, alla prova delle carte, emerge un’impostazione che renderà la città sempre più invivibile" dichiarano i consiglieri.
Sulla stessa linea si colloca anche l’intervento di Luigi Sofia di Sinistra Unita. La visione proposta è quella di una città "che metta al centro il diritto all’abitare, che fermi davvero il consumo di suolo, che investa sulla rigenerazione dell’esistente invece che sull’espansione, che costruisca una rete continua di verde pubblico come infrastruttura climatica e sociale, che riduca la dipendenza dall’auto e rafforzi il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile".
Ancora più duro il giudizio di Diritti in Comune, che ha messo sul tavolo 254 emendamenti e 2 ordini del giorno. La critica investe l’impianto complessivo del piano, definito come la sintesi delle politiche della giunta Conti tra "cementificazione, svendita del patrimonio pubblico, turistificazione e gentrificazione: un modello ambientalmente insostenibile che favorisce le grandi speculazioni". La contrapposizione viene descritta così: "interessi pubblici contro interessi privati, rendita contro beni comuni, consumo di suolo e centralità dell’auto privata contro politiche di contrasto all’emergenza climatica". Nel mirino ci sono anche i numeri legati a nuovo edificato e parcheggi, oltre alla mancanza di una quota esplicita destinata all’edilizia residenziale pubblica.
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