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Attualità lunedì 18 maggio 2020 ore 13:25

L'area dell'ex campo rom liberata dai rifiuti

L'assessore Bedini in soprallugo al cantiere di via Maggiore

Rimosse 313 tonnellate di rifiuti, centinaia di copertoni e rifiuti pericolosi. L'assessore Bedini: “Un lavoro complesso e impegnativo"



PISA — Sopralluogo stamani all’ex insediamento abusivo di Ospedaletto per l’assessore all’ambiente Filippo Bedini e i responsabili dell’Ufficio Ambiente del Comune, per fare il punto sulle operazioni di pulizia in corso. I lavori, eseguiti da parte di Avr, hanno preso il via pochi giorni prima della definitiva chiusura dell’insediamento, avvenuta il 4 settembre del 2019 e stanno tuttora proseguendo.

L’insediamento non autorizzato di via Maggiore, negli anni passati uno dei più grandi della Toscana, contava ancora 280 persone nel 2019. È stato smantellato in 11 mesi di lavoro, con un’attività congiunta di operatori dei servizi sociali della Società della Salute, agenti della Polizia Municipale in collaborazione con Questura e altre forze dell’ordine, e interventi dell’Ufficio Ambiente che hanno coordinato il lavoro di abbattimento delle oltre 60 baracche presenti e di pulizia dell’area. L’allontanamento di tutte le persone presenti è avvenuto senza riscontrare tensioni o criticità sul territorio comunale, che tuttavia sono state registrate nel comune di Ponsacco, dove parte di queste famiglie hanno trovato alloggio.

"Dal punto di vista ambientale - hanno sottolineato dall'amministrazione comunale pisana -, il costo complessivo dei lavori di pulizia effettuati finora all’interno dell’insediamento ammonta a 172mila euro, a cui si aggiungono 31mila euro per lo smaltimento dei differenziati. In totale sono state smaltite 230 tonnellate di legno, 77 tonnellate di ingombranti, 6 tonnellate di rifiuti biodegradabili, per un totale di 313 tonnellate di rifiuti, oltre a centinaia di copertoni".

Nei precedenti sopralluoghi nell’area, l’assessore aveva avuto modo di constatare che la situazione, soprattutto nel fosso che scorre al confine dell’ex campo rom, era molto pericolosa, "risultando pieno di ingombranti, rifiuti di ogni genere e bidoni, a tal punto che l'acqua non si vedeva più e la situazione si presentava come una discarica a cielo aperto, una bomba ad orologeria dal punto di vista ambientale".


Nelle due foto la situazione prima e dopo la pulizia

“Come possiamo vedere oggi paragonando le immagini di ora con quelle del passato – ha commentato l’assessore Bedini - la situazione è nettamente migliorata: sono stati puliti diversi settori dell’area dove prima sorgeva uno degli insediamenti abusivi più grandi della Toscana. Il fosso che separava il campo dall’area di Ospedaletto è stato pulito e abbiamo eretto, a distanza di sicurezza, un muro per circoscrivere il cantiere. Sono stati rimossi i rifiuti in eternit all’interno dell’insediamento, secondo le prescrizioni impartite dalla Asl che ha la competenza in caso di rimozione di rifiuti che contengono amianto. Sono state poi abbattute le ultime baracche, quindi l’area risulta adesso completamente spianata e libera da manufatti abusivi". 

"Il lavoro in questi mesi è stato molto complesso - ha aggiunto l'assessore -, perché abbiamo dovuto separare i rifiuti ingombranti e legnosi effettuando un lavoro di differenziazione, in modo da smaltire correttamente i rifiuti e limitare il carico dell’indifferenziata che ha un costo maggiore. Questa operazione di selezione è adesso ultimata, i rifiuti sono stati conferiti a Geofor e adesso proseguono i lavori di rimozione degli inerti e di tutti gli indifferenziati che sono rimasti all’interno del cantiere”.

“Nonostante l’emergenza sanitaria del Coronavirus – ha concluso Bedini - siamo riusciti a portare avanti un lavoro enorme ed estremamente impegnativo. Già adesso vedere tutte le baracche rimosse, i rifiuti pericolosi smaltiti, l’emergenza ambientale risolta, il cantiere delimitato, il fosso e l’area all’esterno in condizioni decorose, sono tutti risultati che ci riempiono di orgoglio. Mentre in passato per anni e anni ci siamo sentiti ripetere che non si poteva fare niente, in meno di due anni di governo la nostra Amministrazione è riuscita non solo a porre fine all’insediamento e a riappropriarsi dell’area, ma anche a risolvere la criticità ambientale e sociale più grave che ci fosse a Pisa".



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