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Lavoro martedì 26 gennaio 2021 ore 17:00

Attacco di Confesercenti a Confcommercio

"Non ci sorprende che Confcommercio scenda in campo sempre e solo per tutelare interessi particolari" dice Simone Romoli



PISA — “Ci vuole davvero tanto coraggio nel riproporre ancora una volta il disco ormai rotto della pedonalizzazione del lungomare di Marina come panacea di tutti i mali del litorale. Ci vuole coraggio alla luce dell’ultima mareggiata. Ci vuole coraggio dopo la sonora bocciatura dell’estate 2020 avvenuta non solo dalla stragrande maggioranza degli imprenditori contrari al provvedimento, ma dallo stesso Comune che in maniera logica ha annullato la chiusura prima dei termini stabiliti”. Queste la parole di Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord, che torna sul tema della chiusura del lungomare di Marina di Pisa, riportato all'attualità da Confcommercio. 

“Non ci sorprende che Confcommercio scenda in campo sempre e solo per tutelare interessi particolari senza mai pensare al bene comune - prosegue Romoli -. Purtroppo a questo modo di operare ci siamo abituati anche nei comuni limitrofi, leggi Cascina. Si dimentica infatti che il lungomare non è solo ristorazione ma una serie di altre attività che dalla chiusura non hanno i vantaggi di chi mette fuori i tavolini. Soprattutto nelle ore calde della giornata. Si dimentica poi che il lungomare è comunque pedonale, ad esempio, nelle domeniche invernali e tutte le sere con orari diversi nell’estate". 

"Palazzo Gambacorti – ricorda ancora l'esponente di Confesercenti – anche se secondo noi sbagliando, aveva concesso la sperimentazione voluta da Confcommercio. Sperimentazione bocciata dall’evidenza dei fatti constatata direttamente sia dal sindaco Conti che dall’assessore Dringoli”. 

Romoli, infine, affronta poi la questione della riqualificazione: “Il presidente Ravagni adesso è diventato anche un urbanista che vede nella pedonalizzazione il passaggio per riqualificare Marina. Noi la riqualificazione la intendiamo in maniera diversa e soprattutto funzionale all’intera cittadinanza. Quindi un lungomare che inviti a passeggiare, con punti ombra ad esempio, con spiagge di ghiaia fruibili e non ammassi di sassi. Anche con piattaforme in legno sugli scogli in grado di ospitare i tavolini, in questo caso in un contesto davvero green e innovativo. A meno che si pensi che chiudere il lungomare voglia dire spostare traffico e clienti nelle strade parallele”. 

“Così come l’estate scorsa abbiamo la conferma che per Confcommercio riqualificare vuol dire solo pedonalizzare - è la conclusione di Romoli -. Eppure ci sembra che la stessa associazione non la pensava allo stesso modo sulla chiusura dei lungarni o sulla nostra proposta per pedonalizzare via San Martino spostando l’attuale mercato in piazza Toniolo”.

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