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Attualità venerdì 15 giugno 2018 ore 16:02

Botte all'asilo, una lettera delle mamme del Cep

E' un accorato appello alla città quello lanciato dai genitori dei bambini vittime di maltrattamenti due anni fa, a pochi giorni dal processo penale



PISA — In vista del processo penale che si aprirà martedì prossimo, che vede imputate due maestre (la terza ha patteggiato) dell'asilo del Cep, resesi protagoniste due anni fa di violenze sui piccoli alunni filmate da video inequivocabili, alcuni genitori di quei bambini hanno firmato una lettera aperta alla città, che riportiamo di seguito.

"Un altro anno scolastico è passato, i nostri bimbi hanno terminato il secondo anno della scuola per l'infanzia e la prossima settimana inizierà il processo penale per le violenze che i nostri bimbi hanno subito all'asilo nido CEP per mano di chi avrebbe dovuto accudirli e accompagnarli proprio all'inizio del loro cammino di crescita all'interno della Scuola.

Noi genitori chiediamo che Pisa non dimentichi le violenze fisiche e verbali subite dai nostri bimbi all'asilo nido CEP. Chiediamo che Pisa non dimentichi le urla e le offese che i nostri bimbi si sono sentiti rivolgere contro. Chiediamo che Pisa non dimentichi le botte che hanno ricevuto, solo per aver pianto, o magari riso, un po’ di più. Chiediamo che Pisa non dimentichi i bocconi che hanno dovuto ingoiare per forza, né i loro pianti inascoltati o derisi. Chiediamo che Pisa non dimentichi il profondo dolore e la sofferenza che noi famiglie abbiamo attraversato. Noi chiediamo che Pisa non dimentichi.

Perché i nostri bimbi non hanno dimenticato. Perché dopo due anni e mezzo, alcuni chiedono ancora dove sono andate le maestre cattive e se sono andate abbastanza lontane. Perché dopo due anni e mezzo, noi genitori ancora proviamo una sensazione di paura e riluttanza quando varchiamo le soglie della scuola al mattino con i nostri bimbi per mano,
chiedendoci se saranno protetti dentro quelle mura, se saranno al sicuro, se ci possiamo fidare. Perché dopo due anni e mezzo, noi genitori non sappiamo se riusciremo a riconquistare la fiducia e la capacità di affidare con serenità i nostri figli a una struttura educativa, né la sicurezza che la scuola e le istituzioni siano in grado di proteggerli come una seconda famiglia. 

Perché dopo due anni e mezzo, noi genitori continuiamo a confidare che sarà fatta giustizia, e attendiamo con speranza e fiducia questo martedì per l'inizio del processo penale. In aula ci accompagneranno il dolore e l'amarezza di rivivere nuovamente quei momenti, la voglia di giustizia, e l’intramontabile gratitudine per chi ha avuto il coraggio di denunciare.

Con questa lettera chiediamo che Pisa sieda accanto a noi in tribunale, stretta attorno ai nostri bambini, nella speranza che nessuna scuola, non solo nella nostra città, sia più teatro di alcun tipo di violenza".


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