Cronaca Martedì 17 Febbraio 2026 ore 14:48
Caso “Libera”, slitta il dispositivo di 15 giorni

Scade il termine fissato dal tribunale di Firenze, ma il CNR ottiene una proroga tecnica: nuova scadenza fissata per il 5 Marzo
PISA — Il conto alla rovescia, per il caso “Libera”, arriva a una scadenza che però cambia forma. Domani, 18 Febbraio 2026, si chiuderebbero i 90 giorni indicati dal tribunale di Firenze per la consegna del dispositivo che dovrebbe consentire, tramite comando oculare, l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita, come previsto dall’ordinanza del 19 Novembre 2025. Ma l’ultimo passaggio viene rinviato: il Consiglio nazionale delle ricerche ha ottenuto una proroga tecnica di 15 giorni, autorizzata dal giudice. La nuova data indicata è il 5 Marzo, con consegna del dispositivo e delle istruzioni tecniche alla ASL, dopo il collaudo.
“Libera” ha dichiarato, “Domani scade il termine fissato dal tribunale per la consegna della strumentazione necessaria a porre fine alla mia sofferenza. Attendevo lunedì 16 alle ore 11 il test finale a casa mia, insieme al medico, agli ingegneri del CNR e ai rappresentanti della ASL, ma il CNR, che fino a ieri comunicava di essere pronto con il macchinario prima di Natale, ha nuovamente rinviato, chiedendo altri 15 giorni per presunte questioni tecniche. Penso che per risolverle sia indispensabile procedere con il test di prova su di me, come previsto dall’ordinanza. Ogni ulteriore rinvio alimenta il timore che le ragioni non siano solo tecniche, ma di natura politica, nella speranza che io rinunci al mio diritto o che il tempo renda inutile ogni decisione. Il tempo che passa aggrava le mie sofferenze e rende ogni giorno di attesa ancora più difficile da sopportare. Ribadisco con chiarezza che sono determinata a esercitare il diritto che mi è stato riconosciuto. Chiedo pertanto che il macchinario venga messo a mia disposizione senza ulteriori ritardi, in conformità con quanto disposto dall’ordine del giudice. La mia condizione è ormai nota e non ritengo necessario ripeterla. Chiedo semplicemente che non vengano aggiunti altri ostacoli o rinvii e che si proceda senza altre dilazioni”.
Sul piano legale interviene Filomena Gallo, coordinatrice del collegio di difesa di “Libera” e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, "Quando un diritto viene riconosciuto dall’autorità giudiziaria, deve trovare attuazione concreta, piena ed effettiva, soprattutto quando coinvolge profili di autodeterminazione della persona: il fattore tempo costituisce parte integrante della tutela stessa e non può essere sacrificato. È ora indispensabile assicurare la piena e tempestiva esecuzione del provvedimento, nel rispetto delle determinazioni dell’autorità giudiziaria e dei diritti della persona interessata".
Duro anche Marco Cappato, Tesoriere della Associazione Luca Coscioni, "La richiesta di rinvio di 15 giorni da parte del CNR equivale a imporre 15 giorni in più di tortura a Libera. Come lei dice, sperano che rinunci a un suo diritto o che muoia prima. Ci prepariamo a rispondere con azioni nonviolente a nuovi ulteriori ingiustificabili rinvii"
La vicenda giudiziaria, ricostruita nel comunicato, parte da Luglio 2024, quando “Libera” ha ottenuto dalla USL Toscana Nord Ovest il via libera per l’accesso alla procedura di aiuto medico alla morte volontaria. A Marzo 2025 viene presentato un ricorso d’urgenza al tribunale di Firenze per la somministrazione del farmaco, con il giudice che solleva la questione di legittimità costituzionale sull’articolo 579 del codice penale. A Luglio 2025 la Corte costituzionale chiede verifiche “con urgenza” sull’esistenza di dispositivi idonei all’autosomministrazione. Poi il passaggio decisivo: il 20 Novembre 2025 il CNR riceve dai giudici il mandato di realizzare e fornire il macchinario entro 90 giorni. Con la proroga autorizzata, la nuova scadenza indicata è il 5 Marzo.
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