Attualità Martedì 17 Febbraio 2026 ore 16:30
Pmi pisane, meno credito e quasi 80 milioni in meno

Confcommercio sui dati Cgia di Mestre: nel 2025 calo del 2,1% degli impieghi vivi. Le imprese sotto i 20 addetti perdono 61,8 milioni.
PISA — Il rubinetto del credito si stringe ancora per le piccole e medie imprese del territorio. È Confcommercio Pisa a lanciare l’allarme sugli ultimi dati della Cgia di Mestre, mettendo in fila numeri e trend che, secondo l’associazione, continuano a colpire soprattutto le realtà più piccole.
"Le perduranti difficoltà nell'accesso al credito continuano a penalizzare le piccole e medie imprese, in una voragine che si amplia di anno in anno: basta pensare che nel 2025 il calo degli impieghi vivi erogati alle pmi di Pisa e provincia sfiora gli 80 milioni di euro e mette in difficoltà soprattutto le realtà con meno di 20 addetti". Il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli commenta così il quadro che emerge dalle rilevazioni.
Nel dettaglio, Confcommercio ricostruisce l’andamento complessivo, "Nel 2025 gli impieghi vivi erogati alle imprese di Pisa e provincia risultano pari a 3.697 milioni di euro, contro i 3.776 del 2024, per un calo complessivo di 79,7 milioni, il 2,1 per cento in meno rispetto all'anno scorso, in linea con la media regionale (-2,3%). In questo contesto gli impieghi vivi alle imprese con meno di 20 addetti di Pisa e provincia ammontano a 716 milioni di euro, contro i 777,8 del 2024, praticamente 61,8 milioni in meno, quasi il - 8%. Un'ulteriore riduzione che stride con realtà aziendali più strutturate che al contrario vedono un aumento dei prestiti erogati".
Per Confcommercio il nodo è anche strutturale, perché il tessuto produttivo locale è fatto in larghissima parte di microimprese. "Serve necessariamente una maggiore attenzione del sistema bancario per ridurre questo divario che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, se consideriamo che nella sola provincia di Pisa il 92% delle imprese conta meno di 9 addetti e in tutto il Paese il 98% delle aziende conta meno di 20 addetti e il 95% meno di 9 addetti. È evidente che a soffrire di più siano le piccole imprese, in gran parte a conduzione familiare".
Il quadro, sempre secondo Confcommercio, trova conferma anche in un’indagine interna, che individua tra le criticità non solo l’accesso ai finanziamenti in sé, ma anche i costi e le condizioni legate ai prestiti. Le difficoltà sono confermate dall'indagine Confcommercio "che evidenzia tra i fattori principali di difficoltà per le pmi anche le voci accessorie ad ottenere un finanziamento, come le spese d'istruttoria, e il peggioramento delle condizioni legate alla durata temporale. Gli imprenditori temono un serio peggioramento della propria situazione di liquidità e una diminuzione delle prospettive commerciali e di crescita, già testimoniate dalla minor propensione delle imprese a richiedere nuovi finanziamenti" conclude il direttore di Confcommercio Pisa.
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