Attualità Mercoledì 28 Gennaio 2026 ore 17:16
Ricerca, dalla Regione svolta sui precari del CNR

Approvata all’unanimità in Consiglio regionale la mozione Pd. Mazzeo e Trapani, "servono risorse strutturali e stabilizzazioni"
PISA — La stabilizzazione dei ricercatori precari del CNR e, più in generale, del sistema della ricerca toscana entra ufficialmente nell’agenda politica regionale. Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi su un tema che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori, con un peso specifico rilevante anche per il territorio pisano.
"La ricerca pubblica non è un costo, è un’infrastruttura strategica del Paese. E un’infrastruttura fondata sul lavoro precario è un’infrastruttura fragile", ha detto Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale e firmatario della mozione. "In Italia decine di migliaia di ricercatrici e ricercatori tengono in piedi ogni giorno laboratori, progetti e innovazione. Non sono figure marginali né “in formazione”, ma competenze già costruite e indispensabili: senza di loro la ricerca semplicemente si fermerebbe".
Una condizione che in Toscana assume contorni particolarmente evidenti. "Solo nella sede del CNR di Pisa – ha ricordato Mazzeo – lavorano circa 400 ricercatori precari, a cui si aggiungono 150 a Firenze. Quasi la metà ha già maturato i requisiti per la stabilizzazione, ma senza prospettive concrete". A rendere il quadro ancora più critico è la scadenza dei contratti legati al PNRR. "Parliamo di oltre 300 ricercatori coinvolti tra Firenze, Pisa e Siena, molti dei quali rischiano l’uscita entro il 2026. Il pericolo è disperdere competenze costruite con risorse pubbliche e interrompere progetti strategici".
Sulla stessa linea il consigliere regionale Pd Matteo Trapani, che ha contribuito alla stesura e sottoscritto l’atto. "La grande difficoltà che attraversa oggi il sistema della ricerca riguarda innanzitutto migliaia di lavoratrici e lavoratori precari che garantiscono continuità scientifica senza alcuna certezza sul proprio futuro. Con questa mozione, approvata oggi dal Consiglio, recepiamo le loro richieste e rafforziamo un impegno istituzionale non più rinviabile"
"Chiediamo alla Giunta – ha spiegato Trapani – di aprire un confronto stabile con governo e CNR per un piano di stabilizzazioni credibile, di attivare un tavolo regionale con enti di ricerca, università e rappresentanze dei lavoratori, e di sostenere accordi e risorse che valorizzino competenze e continuità occupazionale. Al Governo nazionale chiediamo di ripristinare il fondo della legge Madia o di agire in sede di Milleproroghe per stanziare le risorse".
Il tema, sottolinea il Pd, non riguarda solo il lavoro ma il futuro del sistema scientifico regionale. "Non è un tema corporativo – ha concluso Trapani – ma una scelta di futuro. Il CNR è strategico anche in Toscana, dove occupa circa 1.800 persone, mentre a livello nazionale i precari sono circa 4.000 a fronte di soli 180 posti di stabilizzazione annunciati. Chi fa ricerca è un capitale umano che la Toscana non può permettersi di perdere: ora servono scelte concrete, risorse e tempi certi".
"La mozione approvata oggi – hanno concluso Mazzeo e Trapani – chiede responsabilità politica e istituzionale: risorse strutturali, una visione di lungo periodo e l’impegno della Toscana a farsi portavoce presso il governo di una richiesta chiara per il futuro della ricerca"
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